La European Wind Energy Association ha diffuso le stime sulla produzione di energia eolica in Europa nel 2030. Lo scenario più attendibile presentato nel report EWEA parla di una copertura di 1/4 dei consumi di elettricità europei grazie all’energia del vento.

Nei prossimi 15 anni la potenza eolica installata in tutti i Paesi europei raggiungerà i 320 GW. L’eolico onshore toccherà quota 254 GW, mentre l’industria offshore si attesterà sui 66 GW.

Si tratta di oltre il doppio della capacità installata nel 2014 pari a 129 GW. Rispetto alle previsioni sulla potenza installata nel 2020, a quota 192 GW, l’incremento sarebbe di 2/3. L’analisi dell’EWEA rivela che tra 15 anni l’elettricità pulita prodotta dal parco eolico europeo raggiungerà la soglia di 778 TWh, pari al 24,4% dell’intera domanda di energia elettrica degli Stati membri.

L’aumento della capacità eolica installata avrà importanti ripercussioni positive sull’occupazione nel settore delle energie rinnovabili. Le stime dell’EWEA parlano di un incremento dei posti di lavoro diretti e indiretti nell’industria eolica di oltre 334 mila unità. Nel 2030 le nuove installazioni di turbine eoliche movimenteranno 474 miliardi di euro.

I benefici della diffusione dell’eolico saranno notevoli anche sotto il profilo dell’impatto ambientale. Le 96 mila turbine installate sulla terraferma e in mare eviteranno l’immissione in atmosfera di 436 milioni di tonnellate di CO2, contribuendo a rallentare il riscaldamento globale.

Uno scenario più pessimista dell’EWEA parla invece di 251 GW di potenza eolica installata in Europa nel 2030, il 22% in meno rispetto allo scenario centrale. In questo caso l’eolico riuscirebbe a soddisfare il 19% della domanda di energia elettrica europea. I nuovi posti di lavoro generati sarebbero 307 mila, mentre gli investimenti attirati dalla crescita del settore ammonterebbero a 367 miliardi di euro.

Lo scenario più roseo parla invece di 392 GW di potenza eolica installata in Europa nel 2030, pari al 23% in più rispetto allo scenario principale. L’eolico arriverebbe a soddisfare ben il 31% della domanda di elettricità degli Stati membri, generando 366 mila posti di lavoro e attirando investimenti per 591 miliardi di euro.

Tutti e tre gli scenari sono incoraggianti: rispetto alla potenza installata alla fine del 2014 l’incremento sarebbe del 94,9% nello scenario meno roseo, del 148,6% nello scenario più attendibile e del 204,6% nel terzo scenario più fiducioso. Secondo gli esperti tutto dipenderà però dalle decisioni che i singoli Stati membri prenderanno per aumentare la fetta di rinnovabili nel loro mix energetico.

Un ruolo importante sarà inoltre giocato dalle nuove politiche comunitarie che regolano gli aiuti statali alle fonti rinnovabili. Le aste al ribasso potrebbero essere penalizzanti per lo sviluppo dell’eolico. Ne sa qualcosa l’Italia che proprio a causa di aste più competitive ha visto abbassarsi le stime del 2014. Nel 2030 nel nostro Paese sono attesi tra i 10,8 e i 17,2 GW di potenza eolica installata. Il calo delle nuove installazioni registrato negli ultimi anni è imputabile alla revisione dei sistemi di incentivazione.

17 settembre 2015
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