La Regione Sicilia sembra aver dichiarato guerra all’eolico. Una battaglia contro le fonti rinnovabili che va controcorrente rispetto agli obiettivi climatici assunti dall’Italia in sede internazionale. L’ultimo atto della giunta siciliana volto a frenare l’eolico è arrivato il 12 luglio scorso. Nella delibera 241 i consiglieri siciliani hanno individuato le aree che non potranno ospitare nuovi impianti eolici.

La mappa è stata realizzata in base a quanto previsto dalla legge regionale n. 29/2015 del 20 novembre 2015, in vigore dal 27/11/2015. Il provvedimento approvava una moratoria sull’eolico di 180 giorni, scaduta il 27 maggio 2016, in attesa di individuare i siti non idonei alla realizzazione di impianti con potenza superiore ai 20 kW.

Nella relazione della giunta regionale i criteri a cui si fa riferimento per l’individuazione delle aree precluse a nuovi impianti eolici sono quelli contenuti in uno schema di decreto della presidenza regionale. Gli esperti di QualEnergia fanno notare che però questo documento non è stato allegato all’ultima delibera.

Una lacuna che non consente a cittadini, imprese rinnovabili e ambientalisti di comprendere le motivazioni delle scelte effettuate dalla giunta. Nel deliberare su un argomento così delicato e oggetto di accesi dibattiti negli ultimi mesi questa riservatezza appare agli esperti del settore del tutto ingiustificata e fuori luogo.

Le proteste degli operatori del settore eolico, come prevedibile, non hanno tardato ad arrivare, ma la segreteria regionale ha liquidato ogni richiesta di ulteriori chiarimenti spiegando che la giunta ha deciso di pubblicare solo alcuni documenti. A questa risposta secca non è seguita nessuna spiegazione o alcun tentativo di giustificazione.

Una mancanza di trasparenza che lascia ancora più interdetti, dal momento che la delibera del 12 luglio elenca anche i siti non idonei alla realizzazione di impianti con una potenza inferiore ai 20 kW. Una richiesta di cui non si trova però traccia nella legge regionale n. 29.

Il documento aggiunge ulteriori elementi di confusione a un iter burocratico già complesso. Oltre al Corpo Forestale altri enti non meglio specificati potrebbero esprimere valutazioni sul rischio idrogeologico di un’area interessata da richieste per nuovi progetti.

La Regione inoltre ha invaso la sfera di competenza dell’AEEGSI, fornendo una sua definizione del punto di connessione degli impianti eolici. Il punto viene collocato a monte della cabina di trasformazione MT/BT. Una variazione che inciderà sul calcolo delle accise e sulla contabilità.

La palla passa ora al MiSE che con il decreto sulle rinnovabili nelle Isole minori dovrà riuscire a superare le disposizioni regionali, evitando che la Sicilia spranghi la porta alle energie pulite.

26 luglio 2016
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