Eolico: progetto Politecnico Milano per recupero pale a fine vita

Le pale eoliche a fine vita diventeranno elementi di arredamento o attrezzature sportive. Questo è il progetto portato avanti a livello europeo “FiberEUse” e coordinato dal Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano. A partecipare all’iniziativa saranno 22 soggetti tra università (3), aziende (14), associazioni industriali (2) e istituti di ricerca (3), che affronteranno il problema dell’eolico relativo al recupero e riciclo dei materiali utilizzati una volta esaurito il loro obiettivo primario di produzione energetica. Il progetto avrà una durata di 4 anni ed è stato finanziato dall’UE, all’interno del programma Horizon 2020, con 9,8 milioni di euro.

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Nel progetto FiberEUse (Large scale demonstration of new circular economy value-chains based on the reuse of end-of-life fiber reinforced composites) sono stati coinvolti istituti e privati provenienti da sette Paesi europei (Italia, Austria, Francia, Finlandia, Germania, Regno Unito e Spagna). A capo del coordinamento l’italiano Marcello Colledani del Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano, che potrà contare anche sulla collaborazione di Stefano Turri (Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica “Giulio Natta”).

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Obiettivi principali del progetto sono il recupero e il riutilizzo a scopi industriali di materiali compositi (polimeri, rinforzati con fibre di vetro, GFRP, e di carbonio, CFRP, a fine vita). Un problema piuttosto urgente quello delle pale eoliche a fine vita, considerato che nel settore eolico gli impianti che verranno dismessi entro il 2020 porteranno a dover trattare circa 50 mila tonnellate di compositi.

L’utilizzo di questi stessi materiali compositi risulta attualmente in crescita in settori come le costruzione, l’energia e il trasporto, che ne sfruttano la maggiore resistenza alla corrosione e il peso ridotto (se confrontati con le proprietà dei metalli). Attraverso FiberEUse i ricercatori europei punteranno a migliorare la riutilizzabilità di questi prodotti di recupero, ottimizzandone la fattibilità tecnica ed economica per quanto riguarda il recupero e il riuso.

12 dicembre 2017
I vostri commenti
giulia, lunedì 8 gennaio 2018 alle19:28 ha scritto: rispondi »

e' una cosa meravigliosa. Non so come si faccia a barattare aria ed energia pulita con denaro. Eppure è proprio tale baratto la causa del ritardo con cui l'uomo si è dotato di queste meraviglie. Purtroppo tale baratto è tuttora in grande, enorme, perverso uso.

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