L’eolico onshore è la forma di energia più economica. A rivelarlo è stata una recente analisi commissionata dalla Commissione Europea a Ecofys, azienda di consulenza attiva nel settore delle fonti rinnovabili. Stando ai dati diffusi nel report, l’energia eolica ha costi inferiori rispetto al carbone, al gas e persino rispetto al nucleare.

Gli analisti sono giunti a questa conclusione tenendo conto dei costi legati alla cattiva qualità dell’aria, ai cambiamenti climatici e alla tossicità per il genere umano connessa ai diversi processi produttivi energetici. Si tratta di fattori cruciali che i Governi dovrebbero prendere in esame quando approvano un nuovo programma energetico, ma che spesso vengono trascurati.

Energie molto costose in termini di perdite umane, spesa sanitaria e acceleramento del riscaldamento globale, come il carbone, vengono a torto considerate più abbordabili. I vantaggi economici conseguiti sono però solo a breve termine.

Secondo gli analisi Ecofys ogni megawattora (MW/h) di energia elettrica prodotta grazie all’eolico onshore costa circa 105 euro, mentre il gas costa 164 euro e il carbone può arrivare a sfiorare i 233 euro per MW/h. L’energia nucleare, l’energia solare e l’eolico offshore costano circa 125 euro per MW/h.

Justin Wilkes, vice direttore generale della European Wind Energy Association (EWEA), spiega che a questa relazione va il merito di aver messo in evidenza i veri costi della dipendenza dai fossili dell’Europa:

Le fonti rinnovabili vengono regolarmente denigrate poiché ritenute troppo costose, un salasso per il contribuente. Questo report non solo mostra i costi allarmanti del carbone, ma svela anche come l’eolico onshore sia la fonte più economica e più rispettosa dell’ambiente.

Purtroppo in Paesi come la Gran Bretagna sono in programma piani energetici che cercano di limitare la costruzione di nuovi parchi eolici onshore, chiudendo di fatto la porta in faccia all’energia più economica ed ecologica che ci sia.

Secondo l’EWEA, prima di tagliare gli incentivi all’eolico e alle altre fonti pulite, bisognerebbe prendere atto di analisi più lungimiranti, proprio come quella effettuata dalla Ecofys.

15 ottobre 2014
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