Il gigante dell’eolico offshore Dong Energy ha collegato il primo parco fuori costa a un sistema di accumulo dell’energia. L’elettricità generata e non necessaria alla rete verrà quindi stoccata in apposite batterie, così da poter essere utilizzata nei momenti di maggiore richiesta.

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Il primo impianto ibrido al mondo così realizzato permetterà di stoccare l’energia rinnovabile prodotta dalla prima fase di attività del parco eolico offshore Burbo Bank della Dong Energy, potenza 90 MW, situato al largo della costa del Merseyside. Si punterà così a bilanciare quelle che sono le richieste e la frequenza della rete elettrica.

Tutto ciò verrà reso possibile dall’impiego di un sistema di accumulo da 2 MW, che nei programmi della compagnia dovrebbe contribuire a evitare il lampaggiamento delle lampadine in caso di sbalzi di tensione o addirittura ridurre al minimo il rischio di possibili blackout.

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Aspettative condivise da Richard Smith, responsabile delle reti per la “rete nazionale”, che si è dichiarato pronto a contattare la Dong Energy affinchè rilasci, in caso di necessità, tali risorse energetiche al fine di stabilizzare la frequenza:

Sto aspettando per vedere come le soluzioni di stoccaggio connesso al parco eolico offshore della Dong Energy forniranno servizi di supporto per la risposta quotidiana alle sfide operazionali.

Sicuro di quelli che saranno i benefici offerti è invece Benj Sykes, a capo della Dong Energy, pronto già a guardare verso la seconda fase del progetto Burbo Bank (quando il potenziale del parco eolico offshore sarà di 260 MW):

C’è ancora molta strada da fare verso lo stoccaggio, ma quando guardo la velocità con cui procede l’innovazione nel settore dell’eolico offshore sono molto confidente del fatto che tutti arriveremmo al suo utilizzo e avverrà più velocemente di quanto penso o di quanto chiunque di noi possa immaginare.

9 giugno 2017
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Pescespada Trafitto, venerdì 9 giugno 2017 alle23:50 ha scritto: rispondi »

Nella caciara che accompagna tutti i discorsi sugli accumuli, fra gli strombazzamenti dei bottegai delle batterie, delle istituzioni al servizio delle lobby, di certa stampa prezzolata che si fa strumento di cattiva informazione, qualcuno che pensa al corretto impiego dell'accumulo elettrochimico esiste! Diversa cosa è l'accumulo residenziale: perfetta idiozia dal punto di vista energetico, fornisce qualche illusorio vantaggio economico a chi spende i soldi ma solo per la stupida e truffaldina pratica dello scambio sul posto. L'Enel piuttosto che millantare stupidaggini come la batteria dell'auto che regola la frequenza della rete con miracolose colonnine bidirezionali, potrebbe pensare ad installare sistemi di accumulo semicentralizzati nelle cabine di distribuzione ed offrire di agli utenti un servizio di utilizzazione differita del surplus di produzione. Sarebbe troppo smart, meglio cambiare contatori, fare colonnine di ricarica bidirezionali, vendere frigoriferi ed altro ciarpame. E promuovere SDC, mercati e mercatini di servizi inutili, per fornire un aiutino alla bottega della batteria in attesa che una certa moralità trovi il modo di prevalere.

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