L’eolico offshore stenta a decollare negli Stati Uniti. A rivelarlo è un recente rapporto pubblicato dalla University of Delaware sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

L’analisi evidenzia il ritardo accumulato dagli USA rispetto all’Europa nello sviluppo di grandi parchi eolici offshore. Mentre nel continente europeo l’eolico offshore sin dal 1991 rappresenta una fonte importante di energia rinnovabile, negli Stati Uniti l’elettricità generata dagli impianti eolici marini non ha un impatto determinante sul bilancio energetico nazionale.

Il quadro delineato dagli analisti è poco roseo: l’eolico offshore statunitense oggi è ancora più lontano da una diffusione su scala commerciale di quanto non lo fosse nel 2005. Il Prof. Jeremy Firestone, prima firma dello studio, si dice sconcertato da questi dati:

L’Energy Policy Act approvato nel 2005 negli Stati Uniti ha compiuto 10 anni ed è sconfortante vedere che mentre l’eolico onshore e il solare sono riusciti a raggiungere nuove vette l’eolico offshore rappresenti invece una sfida persa.

Secondo gli esperti la causa principale di questo fallimento è l’applicazione all’eolico offshore delle stesse regole di mercato del petrolio offshore a dispetto delle enormi differenze. I ricercatori fanno notare che il petrolio può essere venduto alle raffinerie americane. Il prezzo del greggio subisce inoltre l’influenza dei mercati globali. Al contrario l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili è strettamente legata ai mercati locali e alle reti elettriche regionali.

I ricercatori invitano le autorità federali a sostenere lo sviluppo dell’eolico offshore per non perdere un’opportunità importante. I parchi eolici offshore potrebbero fornire agli USA energia pulita in abbondanza e non sfruttare questa fonte sarebbe un grave errore.

Per rilanciare l’eolico offshore il governo americano dovrebbe agire principalmente su due fronti: puntare sull’innovazione e sulla ricerca e fornire agevolazioni fiscali a lungo termine e garanzie sui prestiti agli investimenti per la costruzione di nuovi parchi eolici marini.

La ricerca dovrebbe concentrarsi sulla localizzazione delle aree marine più produttive e sul miglioramento della tecnologia in condizioni meteorologiche avverse, come le temperature glaciali, gli uragani e le tempeste marine, fenomeni tipici del clima americano. La ricerca sul campo per risolvere criticità così specifiche potrebbe garantire agli Stati Uniti una posizione di leadership nella tecnologia eolica offshore.

Oltre a creare nuovi posti di lavoro, l’eolico offshore può diminuire la dipendenza degli Stati Uniti dalle fonti fossili, migliorando la qualità dell’aria e riducendo la spesa sanitaria legata alle malattie da inquinamento.

I ricercatori consigliano alle autorità di non trascurare il parere delle comunità costiere interessate dai nuovi progetti, coinvolgendole attivamente nella pianificazione per superare più facilmente le reticenze ai cambiamenti operati al paesaggio marino.

30 settembre 2015
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Lascia un commento