Il Regno Unito ha scelto di recente di tornare a puntare sul nucleare per soddisfare parte del proprio fabbisogno energetico, ma un’alternativa ancor più valida (e pulita) potrebbe essere quella rappresentata dal vento, in particolare dall’eolico offshore. Lo dimostra una ricerca condotta da RenewableUK, secondo cui gli impianti di questo tipo possono arrivare a garantire prezzi più bassi rispetto alle 92,50 sterline/MWh della fissione.

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L’installazione delle pale (nel mare e a terra) ha comportato, nel corso del 2016, investimenti pari a 11 miliardi di sterline in tutta l’area britannica, quasi la metà di quanto speso in tutta Europa per sfruttare il vento come fonte. La diffusione di questo sistema ha portato un abbattimento dei costi operativi e, di conseguenza, dell’energia prodotta: si è scesi per la prima volta sotto la soglia delle 100 sterline/MWh, un terzo in meno rispetto al 2016, con il trend che non accenna a rallentare.

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Ciò nonostante la bolletta per gli utenti finali è aumentata, complice soprattutto un rincaro del carbone. Una quota di quanto versato è destinato proprio a finanziare la realizzazione di nuovi impianti basati sulle fonti rinnovabili, che al momento generano circa il 25% dell’energia totale consumata nel Regno Unito. Queste le parole di Hugh McNeal, Chief Executive di RenewableUK, riportate sulle pagine del Guardian:

Non credo ci siano dubbi sull’impegno di ogni partito, ad eccezione di UKIP, per quanto riguarda l’eolico offshore. Penso possa garantire un futuro incredibilmente roseo.

La sua previsione è quella di un forte incremento nella quota di energia prodotta dalle rinnovabili nell’area UK, entro i prossimi anni, indipendentemente dalla Brexit e dal fatto che i progetti messi in campo finora fossero in parte legati agli obiettivi comunitari da raggiungere entro il 2020.

Come sottolineato anche da McNeal giocheranno un ruolo importante in questo panorama le decisioni della politica britannica, che di recente ha siglato un accordo con EDF Energy per la produzione nella centrale nucleare Hinkley Point C di Somerset (nel sud dell’Inghilterra).

13 febbraio 2017
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