Eolico offshore: Siemens punta a ridurre i costi di produzione

L’eolico per molti economisti ed esperti è il futuro dell’energia mondiale. Per diventare davvero una delle principali fonti di approvigionamento, ha bisogno di ridurre i costi. Siemens Energy dichiara oggi di aver trovato il modo. Il colosso tedesco ha investito molto nella ricerca sulle rinnovabili, e più che sulla potenza, che oggi sembra aver raggiunto un ottimo livello, per il futuro ha intenzione di puntare sull’abbassamento dei costi.

La strategia di Siemens è semplice: realizzare nuove turbine eoliche da 4 e 6 MW più leggere, che costino meno durante il processo produttivo e che siano più facili da installare. Il taglio di tutti questi costi ridurrebbe il prezzo dell’energia a meno di 10 centesimi di euro per kilowattora, rendendola così molto conveniente da produrre.

L’esposizione di questa teoria è stata effettuata durante la Fiera di Francoforte organizzata dall’EWEA (European Wind Energy Association), che si sta tenendo in questi giorni, nella quale la Siemens ha annunciato importanti investimenti nell’eolico off-shore per i prossimi anni. Secondo i programmi dell’azienda, il prezzo della produzione eolica si può ridurre di ben il 40% entro la fine del decennio, anche se non bisognerà aspettare così tanto per vedere i primi miglioramenti.

La nuova turbina eolica SWT-6.0-154 da 6 MW che la Siemens sta promuovendo alla fiera EWEA verrà utilizzata nelle prossime installazioni e già questa è di un terzo più leggera rispetto a quelle tradizionali. Inoltre la riduzione dei costi passa anche dall’assenza di un pezzo che normalmente fa lievitare i costi come il riduttore.

Anche i modelli off-shore da 4 MW hanno mostrato alcuni lievi miglioramenti come nuovi generatori e lame rotanti aerostatiche, progettate per essere più flessibili in situazioni di forte vento, in grado di ridurre la massa, rispetto alle lame tradizionali, di un ulteriore 20%. Come spiega Henrik Stiesdal, chief technical officer di Siemens:

I benefici ambientali, la stabilità dell’approvvigionamento energetico e gli impatti positivi sui mercati del lavoro nazionali sono spesso sottovalutati nel dibattito sulle fonti di energia rinnovabili. Questi aspetti che influenzano il costo energetico per la società dovrebbero essere inclusi.

15 novembre 2013
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I vostri commenti
Pier Luigi Caffese, venerdì 15 novembre 2013 alle17:02 ha scritto: rispondi »

Lo offshore wind oggi costa 70 euro al MWh ma se lo stocco nell'hydro tridimensionale di Caffese costa 20 euro al MWh.Costa 20 miliardi il progetto Po con un parco eolico di 40 GW con 4000 turbine da MW l'una che costa 3 miliardi e 17 miliardi sono per i collegamenti e stoccaggi acqua nel Po e 220 affluenti in modo da ottenere 200 GW.Se italia-Austria-Germania si accordano offro i 200 GW di stoccaggi ai tedeschi (110 GW di vento) e in italia 40 Gw di vento.Risultato fatturiamo 187 miliardi in 5 anni spendedone 20 per il progetto Po e 15 miliardi per le vie d'acqua collegate alla Germania.Investiamo 35 miliardi e ne fatturiamo 374 in 10 anni.

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