Come avevamo previsto il progetto del mega parco eolico offshore “Gargano sud” al largo delle coste della Puglia, proprio davanti il golfo di Manfredonia, ha suscitato notevoli critiche e forti reazioni da parte della società civile e della popolazione.

Con le sue 95 turbine da 3,6 MW ciascuna, per un totale di 342 MW di potenza, non poteva essere diversamente. Ora, però, è arrivata la prima grana seria per la tedesca WPD think energy che ha presentato il progetto: il Consiglio regionale della Puglia, all’unanimità, chiude le porte all’eolico offshore.

Tutto parte da un ordine del giorno presentato dal consigliere regionale del PDL Giandiego Gatta, che teme pesanti ripercussioni sul fiorente turismo balneare della zona dall’installazione delle turbine a soli dieci chilometri dalla costa. Quindi pienamente visibili dalle spiagge, quando c’è bel tempo e, durante la stagione turistico-balneare, in Puglia c’è sempre bel tempo.

Con l’approvazione dell’ordine del giorno, come detto all’unanimità, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola è ora impegnato politicamente a far battaglia al Ministero affinché il parco eolico di WPD non si faccia. Il primo passo sarà la presentazione di osservazioni e controdeduzioni al progetto, i cui termini scadono il 10 giugno. C’è da capire, però, se il Ministero si accontenterà di osservazioni politiche come il voto negativo del Consiglio regionale.

La Puglia, infatti, viene da un passato turbolento in fatto di competenze sull’eolico offshore. Come ricorda lo stesso consigliere regionale Gatta, infatti la Regione si era pronunciata negativamente su un progetto simile, anche se più piccolo, avanzato dalla Società Trevi che riguardava sempre il golfo di Manfredonia. Ma, continua Gatta:

La sentenza numero 171/2010 della Corte Costituzionale dichiarava che non spettava alla Regione Puglia indire una conferenza di servizi per la valutazione di impatto ambientale di progetti di impianti eolici offshore presentati il 16 gennaio 2008.

Invero, dopo la legge n. 244 del 24 dicembre 2007 e fino al 12 febbraio 2008 -poiché il 13 febbraio 2008 è la data di entrata in vigore del decreto legislativo 16 gennaio 2008, n. 4 (Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale)- la competenza per la autorizzazione dei soli impianti eolici offshore (quali quelli per cui è causa) è passata allo Stato e, con essa, è passata allo Stato anche la competenza in ordine alla VIA.

C’è un problema aperto, quindi, su chi abbia le competenze sul mare. Che è notoriamente demanio statale. Ciò non toglie, però, che anche la Regione possa e debba esprimere il suo parere in merito ai progetti di eolico offshore:

Ai sensi del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. qualsiasi persona, fisica o giuridica, in forma singola o associata può presentare osservazioni sui piani e programmi sottoposti a Valutazione Ambientale Strategica e sui progetti sottoposti a Valutazione di Impatto Ambientale. Nel caso di specie, il termine per la presentazione di osservazioni e controdeduzioni scade il 10/06/12.

Se la Regione Puglia riuscirà a far valere la sua opposizione politica al progetto (o se presenterà controdeduzioni tecniche con così poco tempo a disposizione), è la domanda a cui avremo presto risposta. Il 10 giugno è molto vicino.

22 maggio 2012
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