Secondo la European Wind Energy Association (EWEA, la lobby europea dell’eolico), il 2012 è stato un buon anno per l’energia dal vento e molto di più lo saranno il 2013 e il 2014. Ma il Mar Mediterraneo sarà appena sfiorato dal fiorire delle pale in alto mare con solo l’8% dei progetti che ricadono nel nostro mare.

Nel 2012 sono stati completati quattro parchi offshore e altri 14 sono stati quasi completati, ma non sono ancora allacciati alla rete elettrica e in funzione. Quando anche questi parchi eolici in mare entreranno in funzione la potenza eolica offshore complessiva verrà accresciuta di ben 3,3 GW, portando il totale dell’installato a 8,3 GW. A queste cifre vanno aggiunti i MegaWatt che potrebbero arrivare se altre sette progetti, appena abbozzati al momento, diventeranno realtà. Si tratterebbe di altri 1,1 GW di potenza.

EWEA Eolico 2012

Guardando al futuro l’EWEA prevede un biennio almeno di crescita per l’eolico offshore e uno sviluppo ancor maggiore negli anni successivi perché ci sono già altri 18,4 GW autorizzati in Europa e progetti per 140 GW. Un business enorme, quello sognato dalla lobby eolica, e un’altrettanto grande potenza elettrica pulita e rinnovabile che si potrebbe aggiungere a breve alla rete europea.

Ewea eolico 2013

In tutto questo, però, l’Italia è ai margini dell’impero dell’eolico: l’unico progetto eolico offshore attualmente autorizzato è quello al largo di Gela, Butera e Licata nel Canale di Sicilia. Un progetto proposto da Mediterranean Wind Off Shore Srl, società del Gruppo Termomeccanica di La Spezia che ha come maggiore azionista Intesa San Paolo. La banca tanto vicina all’attuale ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera che, poco dopo il suo insediamento, ha venduto tutte le sue azioni Intesa per evitare conflitti di interesse.

Il parco eolico proposto da Mediterranean Wind Off Shore non è ben visto dalla popolazione locale e l’ex Governo regionale siciliano si è espresso in modo nettamente contrario alla sua costruzione. Ma nell’offshore, sia esso petrolifero o rinnovabile, persino le Regioni a statuto speciale hanno ben pochi poteri. E, infatti, il 27 settembre 2012 il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha dato il suo ok concedendo la VIA.

Nel frattempo è nato un “Comitato no parco eolico off shore” e alcuni Comuni dell’area interessata hanno presentato ricorso al TAR per ottenere l’annullamento della VIA.

Se il parco riuscirà a vedere la luce avrà una potenza di poco superiore ai 136 MW, con 38 pale da 3,5 MW ciascuna. In origine le pale proposte erano 113 e i MW quasi 400, ma ben presto la società è dovuta scendere a compromessi riducendo di parecchio le sue richieste. Resta invariata la distanza della costa, che è bassissima: le pale eoliche, secondo il disegno approvato, sono persino più vicine della piattaforma petrolifera Perla che è perfettamente visibile dalla costa.

Un altro progetto di eolico offshore che riguarda l’Italia, di nuovo la Sicilia, è quello di C&C Consulting Engineering SRL: 38 pale galleggianti da 6 MW ciascuna, potenza totale di 228 MW, da piazzare al largo di Pantelleria. In questo caso il progetto è ancora in fase di Valutazione di Impatto Ambientale.

29 gennaio 2013
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I vostri commenti
Luigi Severini, giovedì 25 luglio 2013 alle12:58 ha scritto: rispondi »

Mi pregio di comunicare che al momento (Luglio 2013), l'unico impianto eolico offshore in Italia dotato di Autorizzazione Unica rilasciata dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti (Prot. DVA 2013-0015478 del 02/07/2013) è previsto nella rada esterna del Porto di Taranto. Si tratta di un impianto costituito da 10 torri di altezza al mozzo 105 metri s.l.m. per una potenza complessiva di 30 MW. L'impianto, sviluppato dallo scrivente e di proprietà della Soc. Beleolico SrL, è in fase di preparazione del cantiere di costruzione. Cordiali saluti. ing. Luigi Severini, progettista e direttore dei lavori

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