Il 2015 potrebbe essere l’anno decisivo per l’eolico offshore in Germania. Secondo i dati di VDMA nei primi sei mesi dell’anno il Paese ha aggiunto una quantità di energia da fonte eolica offshore pari tre volte quella aggiunta nei primi sei mesi del 2014.

Dopo una serie di ostacoli normativi e i problemi con le connessioni a terra, l’eolico offshore sembra stia diventando un segmento importante per raggiungere i target che la Germania ha fissato per il 2020.

Secondo quanto diffuso dall’associazione di ingegneri VDMA nel corso dei primi sei mesi del 2015 sono stati aggiunti 1.765 MW di eolico offshore e, entro la fine dell’anno, potrebbe essere raggiunta quota 3.3 GW. Dati positivi in vista degli obiettivi che la Germania ha fissato per il 2020, pari a 6.5 GW. Joerg Buddenberg, presidente del settore eolico offshore del VDMA, ha spiegato:

Ci sono diversi progetti in cantiere, che garantiranno un’ulteriore espansione nel corso dell’anno. Sono nove gli impianti da 704 MW in costruzione e altri 5 progetti sono in attesa delle decisioni finali per gli investimenti.

Gli investitori sono in attesa però di chiarimenti circa le future strategie del governo per le connessioni di rete, con l’obiettivo di andare oltre i target 2020. I progetti eolici offshore, in particolare, hanno bisogno di pianificazioni accurate e lunghi tempi di realizzazione.

Il sistema di sostegno al settore ha permesso agli operatori di superare i problemi e i costi inziali della nuova tecnologia e sfruttare i vantaggi delle grandi turbine posizionate in alto mare. Delle 668 turbine offshore, l’89% si trova nel Mare del Nord, mentre il resto è posizionato nel meno ventoso Mar Baltico.

Secondo quanto previsto dal governo il 2016 dovrebbe essere l’anno in cui si passerà dai prezzi fissi ai modelli a base d’asta, portando gradualmente le fonti rinnovabili nel mercato all’ingrosso dell’energia e abbandonando definitivamente il sistema delle sovvenzioni. Joerg Kuhbier, presidente dell’organizzazione no-profit Offshore-Windenergie Foundation, ha sottolineato:

I costi di produzione si sono ridotti gradualmente, ma se l’accesso alle reti diventa un collo di bottiglia di nuovo, l’obiettivo di aumentare una sana concorrenza all’interno del settore verrebbe inficiato.

21 luglio 2015
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I vostri commenti
mexsilvio, mercoledì 1 giugno 2016 alle20:08 ha scritto: rispondi »

Hanno vinto le lobbie dell'energia petrolifera ..??? questa e' la notizia ...!!!!

Marina Murrau, mercoledì 22 luglio 2015 alle16:32 ha scritto: rispondi »

Grazie a Francesca Fiore per l'ottimo articolo. Come traduttrice e interprete simultanea mi sono molto occupata di eolico in Germania, Danimarca, Sardegna e Sicilia. L'Italia dovrebbe puntare in questa direzione, ma le politiche e soprattutto la burocrazia (iter autorizzativo di lunghezza biblica e difficoltà quasi insormontabili) frenano questo settore a favore del fotovoltaico, che produce molto meno e copre grandi superfici che, con l'eolico rimarrebbero libere. Di conseguenza anche gli investitori si scoraggiano. Anch'io vedrei nell'off-shore la soluzione a molti dei nostri problemi energetici e il rispetto degli obiettivi di salvaguardia dell'ambiente che ci siamo posti. Siamo sempre ultimi. Semplificare prego!

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