Scaduta la data ultima di presentazione delle osservazioni alla Valutazione di impatto ambientale (VIA), il Ministero dell’Ambiente esaminerà nelle prossime settimane il progetto di parco eolico offshore galleggiante da 472.719.748 euro proposto da C&C Consulting Engineering SRL L’impianto proposto dovrebbe essere formato da 38 aerogeneratori da 6 MegaWatt ciascuno (per un totale di 228 MW) collegati tra loro da una rete di cavi a media tensione, una sottostazione elettrica che raccoglie tutti i collegamenti e trasforma l’energia elettrica in corrente continua in energia a corrente alternata e un cavidotto marino in corrente alternata che collega il parco offshore alla costa.

A terra, invece, dovrebbero essere costruiti una fossa di giunzione tra il cavidotto marino e quello terrestre, una seconda sottostazione elettrica e un breve cavidotto terrestre che collega il tutto alla rete elettrica nazionale.

Due sono le cose degne di nota di questo progetto. La prima è la distanza dalla costa: circa 40 chilometri, una lontananza sufficiente a rendere invisibili dalla spiaggia anche le gigantesche pale da 6 MW, che hanno un’altezza del mozzo di circa 90 metri e un diametro del rotore di ben 126 metri. La seconda è che tutti e 38 gli aerogeneratori e la stazione elettrica offshore non poggeranno sul fondale ma galleggeranno.

Si tratterebbe, quindi, del primo parco eolico offshore galleggiante in Italia e di uno dei primi in assoluto nel mondo. E ciò, va precisato, significa anche che si tratta di una tecnologia sperimentale e ancora molto poco collaudata. Il passaggio dalle pale poggiate a terra a quelle galleggianti è stato necessario per superare le resistenze del Ministero dell’Ambiente che, nel 2011 aveva espresso parere negativo a un precedente progetto di Four Wind SRL (ex società madre di C&C Consulting Engineering Srl, ora tutte le aziende del gruppo sono fuse in una sola). Si legge chiaramente nella sintesi non tecnica dello Studio di impatto ambientale del progetto:

La presente revisione progettuale è stata redatta, così come espresso in maniera approfondita nel quadro di riferimento programmatico dello Studio di Impatto Ambientale, in adeguamento alle osservazioni presenti nel parere della Commissione tecnica del Ministero dell’Ambiente, trasmesso con nota prot. DVA-2011-0006881 del 23/03/2011 il quale ha trasmesso alla scrivente il preavviso di un provvedimento negativo.

Le nuove acquisizioni tecnologiche hanno consentito di pervenire a tale soluzione progettuale che consente di mitigare e talvolta superare le problematiche evidenziate nella precedente fase istruttoria pur mantenendo inalterata la struttura originaria dal punto di vista elettrico, ivi compreso il tracciato del cavidotto offshore e onshore di connessione alla RTN

Per “nuove acquisizioni tecnologiche” si intendono proprio le fondazioni galleggianti denominate “floating semi-sub“:

La nuova proposta progettuale, del tipo floating semi-sub, non prevede più dragaggi o preparazione del terreno su cui posizionare gli aerogeneratori, in quanto le relative fondazioni saranno ormeggiate a zavorre poggiate al fondo. Ciò comporta un impatto sull’ambiente marino fortemente ridotto dal punto di vista della conservazione del substrato.

L’intera struttura, costituita dalla fondazione galleggiante e dalla turbina eolica, verrà assemblata a terra, e, solo una volta completata, verrà rimorchiata in mare fino al punto d’installazione

La stessa C&C Consulting ammette che si tratta di una tecnologia sperimentale, che non ha ancora ottenuto tutti i brevetti richiesti e che, di conseguenza, deve restare in parte segreta per motivi industriali. La cosa che salta subito all’occhio, però, è che la sperimentazione attualmente in corso riguarda una sola turbina da appena 2 MW, quindi molto più piccola e leggera delle 38 megaturbine che potrebbero essere installate tra la costa siciliana e Pantelleria. Ancora dalla sintesi non tecnica:

Questa tipologia di fondazione è attualmente in fase di sperimentazione in Portogallo: il progetto della società Princeple Power, denominato WindFloat, ha portato all’installazione, nel mese di ottobre 2011, di una struttura di fondazione galleggiante sulla quale è presente una turbina Vestas V80-2.0MW. La struttura è stata posizionata a 5 chilomentri di distanza dalla costa di Aguadoura.

Questa tipologia di fondazione è oggi Patent Pending, per cui non tutte le informazioni di tipo tecnico sono al momento divulgabili

Quel poco che si sa di questa tecnologia, quindi, deriva dalle poche informazioni depositate da C&C al Ministero dell’Ambiente e da questo video pubblicato su YouTube da Principle Power, la società che ha inventato le piattaforme galleggianti:

Fonti: Marsala.it, Ministero dell’Ambiente

2 gennaio 2013
Lascia un commento