Un Gigawatt in più in soli sei mesi: è questo il bilancio dell’eolico offshore europeo che, nella prima metà del 2013, è cresciuto di quasi il doppio rispetto allo stesso periodo del 2012. Ma, Justin Wilkes, direttore dell’European Wind Energy Association, sottolinea: le politiche di finanziamento vanno a rilento.

Secondo l’ultimo rapporto dell’associazione, dal 1 gennaio al 30 giugno si sono installate 277 nuove turbine in alto mare, ottenendo così 1.045 MW di potenza, mentre nel primo semestre 2012 l’off shore aveva toccato quota 523,2 MW. Ed è il Regno Unito a spingere sull’acceleratore: 514 MW installati in soli 6 mesi, gran parte delle quali fanno parte del London Array, inaugurato da poco. Dopo gli inglesi, al secondo posto troviamo la Danimarca, con 98 turbine installate per una potenza di 353 MW e la Germania, che ha installato 21 turbine per 105 MW di potenza.

Ma Wilkes avverte:

Malgrado la crescita eccezionale del settore in Europa, il finanziamento di nuovi progetti ha subito un rallentamento con un solo progetto che ha raggiunto una chiusura finanziaria quest’anno

Secondo l’EWEA, attualmente la capacità offshore complessiva del Vecchio continente tocca ora quota 6.040 MW, distribuita in 58 parchi eolici su 10 paesi, contro i 4.336 MW nel giugno 2012. Il presidente dell’associazione ha poi concluso:

L’eolico offshore è un nuovo settore che crea lavoro, riduce l’import di combustibili fossili e rende l’Europa leader mondiale, con grandi potenzialità di export da sviluppare. I tassi di crescita delle installazioni mostrano bene la crescita possibile: ma, per attrarre investimenti, i governi devono creare quadri normativi stabili e l’UE deve stabilire un obiettivo vincolante per le rinnovabili al 2030.

18 luglio 2013
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