Altri articoli pubblicati in questi giorni hanno già fissato il problema: uno dei limiti storici delle rinnovabili sta nel fatto di non fornire energia in maniera costante. Se manca il sole o il vento, pannelli e turbine diventano inutili. Le soluzioni studiate a questi problemi sono al momento due:

  1. Usare delle batterie per stoccare l’energia prodotta quando non c’è domanda di rete che verrà immessa soltanto qualora ci fosse domanda, ma al contempo manchi il vento/sole;
  2. Inventare sistemi ibridi che uniscano fotovoltaico ed eolico, garantendo sempre una certa energia alla rete.

>>Scopri come fotovoltaico ed eolico insieme raddoppiano la loro efficienza

Al MIT stanno cercando di lavorare alla prima ipotesi con una variante davvero ingegnosa. Invece di inventare nuove batterie, l’energia verrà “conservata” in una maniera estremamente originale. Immaginiamo un impianto eolico offshore. Ora in condizioni normali produce energia e la immette in rete. Succede, però, che a un certo punto sia la rete a non avere bisogno di energia per un certo periodo. Allora, il sistema tramite il surplus energetico attiva un pompa idraulica e svuota un’enorme sfera immersa sotto la base di ogni pala eolica.

Quando la situazione si capovolge, cioè quando la rete chiede energia e il vento non tira abbastanza, l’acqua viene fatta rientrare aprendo i portelli. Il movimento attiva una turbina e questo garantisce qualcosa come 6 MWh.

Le sfere sono collocate a 400 metri sotto il livello del mare e hanno un diametro di circa 25 metri. Un sistema ingegnoso, non c’è che dire. Bisogna solo valutare il costo effettivo di un impianto del genere.


TreeHugger

30 aprile 2013
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