Tra le fonti di energia rinnovabile più competitive l’eolico occupa un posto di rilievo. A essere sempre più conveniente è in particolare l’eolico offshore, i cui costi sono in continuo calo. A rivelarlo è l’ORE, l’Offshore Renewable Energy Catapult, in una recente analisi sull’andamento del mercato eolico realizzata in collaborazione con la Crown Estate, uno dei più grandi possidenti del Regno Unito.

Il report, commissionato dalla Offshore Wind Programme Board, ha rivelato che negli ultimi tre anni i costi dell’eolico offshore hanno subito una riduzione ben al di sopra delle aspettive del governo britannico, calando dell’11%.

Secondo gli analisti della Crown Estate si tratta di un chiaro segnale della competitività dell’eolico offshore, una fonte di energia destinata a occupare uno spazio sempre maggiore nel mix energetico britannico nei prossimi decenni. Grazie agli sforzi dell’industria eolica, il prezzo per MWh dell’energia eolica offshore potrebbe attestarsi sulle 100 sterline, pari a circa 137 euro, entro il 2020, come previsto dagli obiettivi energetici fissati dal governo britannico.

Stando alle proiezioni degli esperti l’industria eolica ha il potenziale per abbassare ulteriormente i costi dell’elettricità pulita nei prossimi anni. Questi risultati confermano la posizione da leader nel mercato eolico offshore globale acquisita dalla Gran Bretagna negli anni scorsi grazie a massicci investimenti nell’energia eolica.

Per il Regno Unito continuare a investire nell’eolico offshore avrà importanti ricadute anche sul fronte occupazionale, permettendo di sostenere le economie costiere locali e di creare nuovi posti di lavoro a lungo termine. Oggi l’elettricità generata dagli impianti eolici offshore fornisce energia a 2 milioni di famiglie britanniche e dà lavoro a migliaia di cittadini.

Il report ha messo in evidenza due aspetti critici che potrebbero frenare un ulteriore calo dei costi dell’eolico offshore. Il primo riguarda la scarsa fiducia dell’industria eolica nello sviluppo del mercato nei prossimi anni. I produttori di turbine, a causa dell’incertezza che domina il settore, potrebbero evitare di investire risorse ingenti nella ricerca tecnologica. Senza i progressi tecnologici la riduzione dei costi dell’eolico offshore è a rischio.

Il secondo nodo da sciogliere per garantire lo sviluppo del settore eolico offshore in Gran Bretagna e nel resto del mondo è la messa a punto di soluzioni avanzate che consentano di costruire parchi eolici offshore a profondità maggiori e più distanti dalla costa. I progressi in questa direzione, purtroppo, procedono a rilento.

Ciononostante, gli analisi si mostrano fiduciosi: con il sostegno del governo britannico e la cooperazione tra le industrie eoliche sul fronte della ricerca, l’eolico offshore potrà senza dubbio compiere un ulteriore balzo nei prossimi anni.

2 marzo 2015
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