Grazie ai progressi tecnologici e alla spinta proveniente dalle economie emergenti le energie rinnovabili stanno diventando di anno in anno più competitive. Nei prossimi decenni per merito dei nuovi obiettivi climatici fissati alla COP21 di Parigi e della progressiva decarbonizzazione dell’industria energetica, i costi del fotovoltaico e dell’eolico subiranno un ulteriore drastico calo.

Le fonti fossili diverranno un investimento sempre meno appetibile a causa delle carbon tax adottate dai Governi per spingere alla chiusura o alla riconversione le centrali a carbone e le industrie più inquinanti.

Secondo gli analisti del BNEF entro il 2040 è previsto un calo di ben il 60% dei prezzi dell’energia solare. Per quella data anche i costi dell’eolico caleranno, facendo segnare un -41% rispetto ai prezzi attuali.

Il fotovoltaico utility scale ha già raggiunto il prezzo record di 3 centesimi di dollaro per kWh. In Olanda di recente anche l’eolico offshore, una delle tecnologie rinnovabili più onerose, ha registrato un prezzo in grado di competere con il carbone. L’azienda danese Dong Energy si è infatti aggiudicata una gara per un grande parco offshore di 700 MW, che verrà installato al largo delle coste dello Zeeland.

La compagnia ha raggiunto in anticipo il target fissato per il 2020, rivendendo l’energia a 72,7 euro/MWh. Includendo anche i costi di connessione alla terraferma il costo dell’eolico offshore in Olanda ora si attesta sugli 87 euro/MWh. Una cifra ancora più bassa dei 103 euro/MWh registrati in Danimarca nel 2015 in un parco offshore gestito dall’azienda svedese Vattenfall.

L’eolico offshore ha un grande potenziale in Olanda per via dei fondali poco profondi e dei costi bassi dell’acciaio, del petrolio e del capitale. Diversi colossi energetici, dalla Siemens alla Statoil, sono convinti di poter abbattere i costi dell’eolico offshore in diversi altri mercati, se riceveranno un sostegno adeguato dai Governi.

Le aziende eoliche puntano a raggiungere un LCOE inferiore agli 80 euro/MWh entro il 2025. Un costo vicino a quello pagato per l’energia elettrica prodotta nelle centrali a carbone più competitive e più basso del nucleare di nuova generazione, attualmente a quota 120 euro per MWh.

8 luglio 2016
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