Il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, si esprime a favore dell’eolico offshore in mare aperto. A Bari, alla settima edizione della manifestazione sulla biodiversità Mediterre, Clini ha parlato del progetto di studio sull’eolico “Powered” descrivendolo come un modello da seguire:

Il progetto Powered può rappresentare il modello e definire la traccia del lavoro per lo sviluppo dell’energia eolica offshore nell’Adriatico

Il progetto, finanziato con con 4 milioni e 400 mila euro provenienti dal Programma transfrontaliero Ipa Adriatico, è in pratica un grande studio preliminare di monitoraggio del vento nel mar Adriatico: una rete di anemometri, sia sotto costa che in mare aperto, monitoreranno i dati meteo per fornire dati sulle possibilità di installare successivamente i parchi eolici. Rientrano nel progetto tutte le regioni italiane che si affacciano sull’Adriatico e tutti gli stati costieri balcanici, tranne la Serbia. Spiega Clini:

Capire se si può sviluppare in Adriatico l’eolico in modo compatibile con l’ambiente è il nostro obiettivo e credo che la conclusione del progetto possa rappresentare anche la fase d’inizio d’investimenti industriali importanti in questo settore in Italia, come sta già avvenendo in altri paesi europei

Clini, insomma, non è di fatto contrario all’eolico in mare purché sia proposto al termine di approfonditi studi e in seguito alla concertazione con tutte le regioni interessate. Nessuna novità, invece, sui progetti di eolico offshore già esistenti che giacciono da tempo immemore nei cassetti del Ministero dell’Ambiente.

Dal sito del VIA, ad esempio, è possibile conoscere i dettagli di tre progetti: uno nel golfo di Gela nel Comune di Butera (CL), uno nella rada esterna del porto di Taranto e uno nello Stretto di Sicilia nella zona Banco di Pantelleria e Banchi Avventura. Tutti e tre sono in attesa che il Ministero si pronunci sulla compatibilità ambientale. Quello nel golfo di Gela attende dal febbraio 2008, esattamente quattro anni.

2 febbraio 2012
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I vostri commenti
L Amoroni, mercoledì 29 febbraio 2012 alle14:55 ha scritto: rispondi »

Potrebbe essere veramente interessante, ma l'impatto paesaggistico?

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