Riduzione del costo dell’energia per i consumatori e taglio delle emissioni nocive per l’ambiente legate all’utilizzo dei combustibili fossili. Sono questi i due principali vantaggi derivanti da un più intenso impiego dell’eolico offshore, una prospettiva possibile per gli Stati Uniti. I ricercatori della University of Delaware e della Princeton University indicano la strada da seguire, nonostante la nuova amministrazione USA (con il neoeletto presidente Trump in testa) sembri poco incline ad adottare politiche “green”.

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Lo studio condotto dimostra come la rete elettrica d’Oltreoceano sia già oggi in grado di supportare e gestire l’immissione e la distribuzione di grandi quantitativi di energia prodotta proprio dalle pale eoliche posizionate al largo della costa orientale.

È il frutto di una simulazione condotta in partnership con PJM Interconnection, un operatore che attualmente fornisce elettricità a oltre 60 milioni di persone in 14 Stati diversi. I risultati sono stati pubblicati sulle pagine della rivista Renewable Energy.

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Il principale ostacolo riscontrato fino ad oggi è stato rappresentato da una discontinuità nella produzione: i distributori, dopotutto, devono assicurare la fornitura di corrente 24 ore al giorno, sette giorni su sette.

Secondo i ricercatori, attraverso alcuni upgrade della rete a livello strutturale (e senza l’impiego di sistemi per l’accumulo), PJM potrebbe arrivare a gestire 35 GW di energia proveniente dall’eolico offshore, un quantitativo sufficiente per soddisfare il fabbisogno di circa 10 milioni di abitazioni. In futuro l’ammontare potrà addirittura essere raddoppiato arrivando a quota 70 GW.

Il modello creato per la simulazione, chiamato Smart-ISO, tiene conto di variabili come le dispersioni legate a una rete di distribuzione che si estende lungo oltre 60.000 miglia e l’imprevedibilità delle correnti.

Migliorare gli algoritmi che si occupano delle previsioni meteo, in questo caso particolare quelli legati al vento, consentirà un giorno non troppo lontano di conoscere in anticipo e con un buon livello di precisione le variazioni nella produzione, incrementando l’affidabilità dell’intero sistema.

24 febbraio 2017
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