Il futuro per l’eolico offshore sembra più promettente che mai. Tornano a far parlare di loro le energie rinnovabili e lo fanno con una tecnologia da non sottovalutare, in particolare per quanto riguarda il discorso occupazionale: da qui al 2030 saranno circa 300 mila i lavoratori impegnati nel settore. Le stime sono contenute nell’ultimo rapporto diffuso dalle associazioni di categoria.

La produzione si prevede arriverà a 141 GW, un quantitativo che si calcola possa soddisfare il fabbisogno di 130 milioni di famiglie. Da questo particolare ramo dell’eolico dovrebbe provenire una quota di energia elettrica pari al 13,1% dell’intera richiesta UE. Una crescita che si fonda sui progetti già realizzati nelle aree del Mare del Nord e nel Baltico e su quelli in “corso d’opera” nei mari di Gran Bretagna, Germania e Belgio. In queste ultime zone in particolare, sorgeranno parchi eolici da 5,6 GW.


Le stesse associazioni di settore parlano però di dati “potenziali”, che necessiteranno di alcune importanti condizioni per poter essere confermati: oltre alla richiesta di ulteriori finanziamenti agli investitori per ridare “ossigeno” ai progetti, le aspettative positive potrebbero essere invalidate da alcune mancanze sul piano occupazionale e logistico, in particolare per quanto riguarda i cavi sottomarini e gli addetti specializzati.

5 dicembre 2011
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I vostri commenti
Sergiogabrcossu, lunedì 5 dicembre 2011 alle21:24 ha scritto: rispondi »

Bravi, di fronte a Rimini e perfetto. Non toccate la Sardegna.

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