Le coste italiane vantano luoghi incantevoli davvero invidiabili. Eppure, spesso più che a valorizzarne la bellezza si tende a realizzare infrastrutture che ne deturpano il paesaggio e/o ne minacciano l’ecosistema. Celebre è l’esempio delle Isole Tremiti, minacciate dalle trivelle in cerca di petrolio.

Un bel po’ più a ovest, la splendida isola dell’Asinara, in passato celebre per il carcere di massima sicurezza, insieme all’omonimo golfo vive problemi simili. Paradossalmente, stavolta sono le “verdi” rinnovabili a minacciare l’ambiente. In pratica, la società valdostana S.E.V.A. avrebbe fatto richiesta per installare a largo dell’Asinara una centrale eolica off-shore. Il progetto parla di ben 28 generatori da 3,6 MW, alti fino a 150 metri. Insomma, dei giganti che difficilmente non avranno un impatto paesaggistico rilevante.

Per questo motivo, Legambiente Sardegna è insorta:

Cosa direbbero i valdostani se su quelle magnifiche montagne si volesse realizzare un analogo impianto? Provi la S.E.V.A. a fare una proposta analoga alle autorità di quella regione che vive, soprattutto, del patrimonio naturale alpino. Neppure noi possiamo rinunciare a quel patrimonio costituito dal Parco dell’Asinara e dal suo golfo. Altre sono le aspettative delle comunità che si affacciano su quello specchio di mare.

Il timore, quindi, è quello che a risentirne sia il turismo, una delle attività più redditizie per i residenti. L’auspicio, allora, è quello che tutta la società civile sarda insorga contro l’ipotesi della costruzione del parco eolico off-shore:

Legambiente, a tutela del territorio e per il bene comune rappresentato da quelle aree che si vogliono compromettere – prosegue Fresi – dice no al progetto presentando osservazioni di rigetto alla Capitaneria di Porto competente ed al Ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo economico. Legambiente sarà promotrice di iniziative di sensibilizzazione dei cittadini ed amministratori affinché si formi un fronte vasto di rifiuto di questo progetto. Consideriamo indispensabile per il futuro e la salute della Terra lo sviluppo delle energie rinnovabili, ma ciò non deve compromettere la qualità paesaggistica e ambientale che rappresentano una ricchezza insostituibile e anche troppo insidiata da proposte come questa, ma anche come quella che vorrebbe il ritorno del carcere all’Asinara.

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22 maggio 2012
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I vostri commenti
Seamen2, mercoledì 23 maggio 2012 alle18:32 ha scritto: rispondi »

ma in  qualche maniera la corrente bisogna   farla.....  

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