La prima turbina eolica galleggiante è stata lanciata negli Stati Uniti: grazie a un progetto finanziato dal Dipartimento per l’energia americano, il prototipo Volturn US 1:8 è stato “lanciato” nelle acque del fiume Penobscot, nei pressi della cittadina di Brewer in Maine, in modo da essere collegata alla rete in corrispondenza di Castine, poco più a sud di Brewer.

Il Volturn è un modello in scala ridotta delle “turbine giganti” da 6 MW messe a punto dall’Università del Maine: secondo il team di ricerca che ha guidato il progetto, entro il 2030 si potrebbe arrivare a produrre 5GW di energia con le turbine giganti posizionate a 50 miglia dalla costa, dove i venti soffiano costantemente.

Lo sviluppo dell’eolico off shore negli States rappresenta un’enorme opportunità di investimento per le imprese: secondo i dati degli esperti, gli USA hanno 4.000 GW di potenziale energetico off shore, circa quattro volte la capacità di generazione attuale.

Dal Doe, i responsabili del progetto hanno spiegato:

Grazie al lavoro dell’Università del Maine sui materiali avanzati siamo riusciti a ridurre il costo complessivo del sistema garantendo elevate prestazioni ed efficienza. La turbina eolica galleggiante è dotata di una piattaforma semisommergibile unica, che garantisce un costo inferiore e un peso inferiore. Come parte del progetto di cinque anni, il Maine Maritime Academy ha supportato i test sui prototipi, mentre la Cianbro Corporation di Pittsfield, ha sfruttato la sua esperienza nella costruzione delle infrastrutture energetiche marittime e navali per costruire questo primo sistema.

Il team del Maine mira a installare circa 80 turbine galleggianti a 20 miglia dalla costa. Secondo i ricercatori, le turbine saranno in grado di produrre energia elettrica a 10 centesimi per KW/h, senza sussidi, perfettamente in accordo con gli obiettivi del DOE per il 2020. Oltre questo primo progetto, anche la DeepCWind sta sviluppano dei piani per la costruzione di turbine galleggianti da 6 MW entro il 2017. Per supportare lo sviluppo di queste attività il DOE ha elargito all’Università del Maine un finanziamento da 4 milioni di dollari.

Anche se più costosi, molti esperti ritengono i sistemi off shore molto più produttivi, sul lungo, periodo, rispetto a quelli tradizionali, grazie ai venti che soffiano in maniera più massiccia e costante al largo. In questo scenario il paese leader è la Gran Bretagna che a fine 2012 ha aggiunto altri 854 MW di capacità eolica off-shore, che si vanno a sommare al totale di 2.093 MW. Negli Stati Uniti, lo sviluppo di un’industria dell’off shore sembra il passo più logico: le turbine classiche off shore sono installate, solitamente, a meno di 30 metri di profondità, mentre quelle galleggianti potrebbero essere installate a una profondità maggiora, cosa che garantirebbe un’efficienza molto più elevata rispetto ai sistemi di produzione eolica attuali.

7 giugno 2013
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