Anche negli Stati Uniti i green job sono a rischio a causa del progressivo abbandono degli incentivi e delle esenzioni fiscali che ne hanno permesso un vorticoso sviluppo negli ultimi anni. A far paura, nel settore dell’energia eolica, è la mancata estensione del credito d’imposta anche alle energie rinnovabili.

L’American Wind Energy Association, infatti, lancia l’allarme: il credito d’imposta è stato lasciato fuori dalla nuova legge sui contributi attualmente in discussione al Congresso. Se non venisse riconfermato con la nuova legge, il credito d’imposta sui salari dei lavoratori dell’eolico scomparirebbe a fine 2012. Detta in parole molto semplici: se il Congresso non si muove dall’anno prossimo ogni lavoratore costerà molto di più di quanto non costi oggi alla grande industria eolica americana.

Denise Bode, CEO della American Wind Energy Association, snocciola numeri molto poco rassicuranti sui possibili licenziamenti:

Studi economici dimostrano che se il Congresso non approva il credito d’imposta ucciderà 37 mila posti di lavoro americani, chiuderà le centrali e cancellerà miliardi di dollari di investimenti privati. Il Congresso deve capire che, con l’incertezza, le ricadute sono già iniziate e sono state cancellate ulteriori assunzioni di personale e le chiusure degli impianti aumenteranno man mano che ci avviciniamo alla data di dicembre

Il credito d’imposta, fino a oggi, negli Stati Uniti viene detratto dalle tasse sui ricavi della produzione eolica alleggerendo notevolmente il peso fiscale sulle spalle delle aziende. Per questo Denise Bode fa appello a tutto il Congresso affinché si arrivi a un accordo bipartisan.

17 febbraio 2012
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