Il futuro dell’eolico offshore potrebbe essere affidato a delle turbine galleggianti. Il primo esempio di pala eolica “flottante” è già in funzione nel Mare del Nord, al largo delle coste della Norvegia. La profondità del fondale (circa 200 metri) ha impedito di optare per un impianto off-shore tradizionale, spingendo i tecnici a orientarsi verso questa soluzione inedita.

La turbina poggia su un basamento in acciaio di forma cilindrica che è in grado di galleggiare. Delle zavorre e tre punti di ancoraggio fissati in maniera piuttosto labile sul fondale. Questa speciale pala eolica è in esercizio dal 2010 e ha già prodotto 15 Megawattora di energia. L’esperimento potrebbe dare il via a una serie di nuovi progetti nel campo dell’eolico offshore.

Il sistema delle turbine galleggianti, infatti, permetterebbe di installare delle wind farm nelle acque più profonde del Mediterraneo, ma anche al largo delle coste del Giappone o degli Stati Uniti. Questo tipo di impianti, inoltre, consentirebbe di sfruttare situazioni di vento particolarmente favorevoli e di realizzare pale eoliche più grandi di quelle normalmente installate a terra. Per riuscire ad applicare questa tecnologia su larga scala, comunque, occorrono ancora altre sperimentazioni.

Ancora più lontana, almeno per il momento, sembra la diffusione di sistemi in grado di sfruttare venti d’alta quota, che secondo Ken Caldeira, climatologo presso la Stanford University, potrebbero fornire una quantità di energia in grado di soddisfare l’intero fabbisogno del mondo “civilizzato”.

Per le turbine volanti, però, dovremo attendere ancora parecchio, anche se un’azienda tedesca ha già progettato una sorta di gigantesco “aquilone” capace di trainare le navi cargo. Il sistema viene installato a prua della nave ed è in grado di sviluppare elettricità sfruttando i venti che soffiano sugli oceani a circa 300 metri di quota (che sono più intensi di quelli che spirano sulla superficie). In questo modo, il “kitesurf” per le navi mercantili permette di abbattere i consumi di carburante di una quota compresa tra il 10 e il 35%. Forse, le pale eoliche volanti non sono poi così lontane.

29 febbraio 2012
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