Entro la fine del primo trimestre 2013 Gamesa, uno dei leader mondiali dell’eolico, manderà a casa il 20% della propria forza lavoro. A rischio ci sono circa 1.800 lavoratori, distribuiti tra Europa, Stati Uniti e Cina ma i tagli maggiori saranno in Spagna: 500 lavoratori in meno nella sede principale dell’azienda.

I prossimi licenziamenti seguono quelli già avvenuti nel recente passato: 165 dipendenti mandati a casa ad agosto in Pennsylvania, che si aggiungono a quelli licenziati dall’inizio dell’anno in Spagna. Gamesa deve fronteggiare tre problemi principali: il mercato dell’eolico è in contrazione rispetto agli anni passati, i prezzi di vendita sono crollati e i costi dell’azienda, fissi e variabili, sono oggi troppo alti per competere:

Il processo, che è iniziato ai primi del 2012, include una riduzione complessiva della forza lavoro tra ottobre e il primo quarto del 2013 di circa 1.800 dipendenti (il 20,2% del totale globale), sia strutturale che operativa, principalmente in Europa, Cina e USA. Alla fine del processo la compagnia avrà un totale di 6.200-6.300 dipendenti.

Oltre alla riduzione del personale, Gamesa ha annunciato anche che ci potrebbero essere ritardi nella commercializzazione della sua nuova turbina eolica offshore da 5,5 MW di potenza: attesa per il 2013, forse arriverà l’anno successivo. Così come la gigantesca turbina, sempre offshore, da 7 MW non arriverà più nel 2014 ma nel “medio-lungo periodo”.

Questo sarà un problema ancor più serio per Gamesa, che ne potrebbe causare anche la scomparsa dal mercato. La turbina eolica da 6 MW di Siemens, infatti, è già in fase di test e il gigante tedesco dell’energia ha deciso di abbandonare il solare per concentrarsi su idroelettrico ed eolico. Se Gamesa arriverà viva al 2014, quindi, troverà il mercato ormai nelle mani di un concorrente assai difficile da scalzare.

26 ottobre 2012
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