Il 10 luglio nei locali del Politecnico di Milano si terrà la conferenza Il futuro eolico dell’Italia, dedicato all’impatto nel settore del nuovo decreto sulle rinnovabili. L’iniziativa verterà principalmente attorno alla presentazione del Wind Energy Report, un’analisi attenta sulla situazione attuale e le prospettive della fonte di energia rinnovabile vento in Italia. Di tale documento, preparato dall’Energy e Strategy Group, abbiamo avuto la possibilità di leggere in anteprima una sinossi a cura di due responsabili della ricerca, Davide Chiaroni e Federico Frattini, e del project manager Riccardo Terruzzi.

L’analisi presentata è piuttosto complessa, con molti spunti interessanti. Si inizia con uno sguardo attento alla situazione europea. In media l’eolico onshore rimane un investimento esoso, che necessita un certo appoggio da parte dello Stato per svilupparsi. Ma già con la tecnologia attuale la grid parity è prossima. Con ulteriori sviluppi tecnologici sarà possibile immaginare una forte competitività con le altre fonti di energia, comprese quelle tradizionali.

I piani di sviluppo lavorano soprattutto sul campo dell’efficienza energetica, intesa in tre specifici aspetti:

  1. Il posizionamento dell’impianto e l’orientamento del rotore;
  2. La capacità delle pale del rotore di “impattare il vento”, ovvero un incremento dell’efficienza meccanica del sistema;
  3. Un incremento dell’efficienza, al dir vero piuttosto bassa attualmente, efficienza dei sistemi di trasformazioni dell’energia meccanica in elettricità.

In tutti e tre questi aspetti ci sono delle importanti novità in via di sperimentazione, quindi non c’è che essere ottimisti. Questo però, solo a livello europeo. La situazione italiana è infatti al quanto diversa. I costi, infatti, aumentano di almeno il 20% nel nostro Paese a causa delle lungaggini burocratiche. Sono dunque i costi di consulenze a fare la differenza, in negativo, nel nostro caso. Situazione che non cambierà, anzi forse peggiorerà, con il nuovo decreto legge.

Per di più, se il taglio agli incentivi non è giudicato insostenibile, a causa di un parallelo aumento della durata degli stessi, il fatto di doverli concedere tramite asta pubblica al ribasso, con un tetto massimo piuttosto basso, dovrebbe nel migliore degli scenari ipotizzati per il prossimo triennio dimezzare la diffusione dell’eolico in Italia. Numericamente parlando, se le vecchie stime ipotizzavano un boom di altri 3GW installati in tre anni, il miglior scenario oggi parla di un incremento di 1,5 GW. Il peggiore addirittura parla di cifre sensibilmente inferiori al 1 GW.

Infine, per quanto riguarda la situazione sempre dell’eolico onshore, le attuali leggi in vigore, così come il nuovo decreto, non favoriscono il fenomeno del repowering. Questo consiste nella sostituzione di sistemi energetici e rotori di vecchia data con quelli di nuova generazione. Sulla carta sarebbe un’occasione ghiotta, in pratica la burocrazia impedisce che in Italia questa attività possa prendere piede.

Situazione simile si registra per l’eolico offshore. In questo caso però, se gli esperti lamentano una scarsa attenzione e ricordano come il nostro Paese abbia bocciato tutti i progetti finora presentati, andrebbe anche detto che l’impatto sul panorama di tali impianti, al contrario di quanto spiegato nel documento, non sempre è pari zero.

In conclusione, se il nostro Paese sta scommettendo tanto sul fotovoltaico e se è comunque la quarta forza europea per quanto riguarda l’eolico, il nuovo decreto sulle rinnovabili dovrebbe allontanarci sempre più dal trend europeo in materia energia dal vento. Una decisione le cui ripercussioni potranno essere valutate, eventualmente, solo nel medio futuro.

5 luglio 2012
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I vostri commenti
Alfonso Aureli, venerdì 6 luglio 2012 alle7:18 ha scritto: rispondi »

Scrivi qui il tuo commento. Si può realizzare un GENERATORE di CORRENTE da 6 Kw ed oltre, che fa risparmiare il 99,99 %, d’energia elettrica, lo 0.01% serve per l’avvio. “praticamente non consuma nulla”. Progetto del 1997. Mai brevettato per ovvie ragioni dal Signor Alfonso Aureli “. Lo stesso principio si può adattare alle autovetture elettriche, ottenendo + velocità e consumi illimitati a costo zero. Saluti Aureli. È una valida soluzione contro il nucleare; pannelli Solari e Voltaico. NB: Questo è un vero generatore, i generatori creati dagli Scienziati: Zamboni; Baumann e Marinon; Sono delle ABBOZZE

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