L’eolico europeo è in crisi. A testimoniarlo i nuovi dati diffusi dall’EWEA (European Wind Energy Association), secondo cui la produzione eolica durante il 2013 ha conosciuto a livello UE una flessione dell’8%. Peggiori nello specifico i numeri del comparto italiano, che registra una flessione del 65%.

Il comparto eolico avrebbe mantenuto durante il 2013, spiega EWEA, un andamento tutto sommato soddisfacente per quanto riguarda la fornitura energetica e le installazioni. All’interno del panorama delle rinnovabili è risultato secondo solo al fotovoltaico nella copertura della produzione totale da nuovi impianti (31% contro il 32% del solare) e davanti al gas (21%).

Importanti anche i risultati 2013 per quanto riguarda la potenza complessiva pari a 116.774 MW (110 GW onshore e 6,6 GW offshore), con investimenti nel settore compresi tra i 13 e i 18 miliardi di euro. Risultati soddisfacenti rispetto agli all’inizio del secolo, ma che non tranquillizzano però gli industriali europei dell’eolico, soprattutto in prospettiva futura. Le normative nazionali hanno prodotto una decisa alterazione della spinta propositiva all’interno dei singoli Paesi, modificando la distribuzione delle nuove installazioni.

Se fino agli anni passati la crescita dell’energia eolica aveva coinvolto la maggior parte degli Stati UE, nel 2013 risulta deficitaria in molti di questi, trainata soltanto da Germania (2.998 MW da nuovi impianti nel 2013) e Gran Bretagna (1.883 MW).

L’Italia mantiene nonostante tutto il quarto posto generale (non limitato ai dati 2013) tra i produttori di energia eolica (7%) dietro a Germania (295), Spagna (20%) e Gran Bretagna (9%), ma il 65% in meno di produzione (frutto di un altrettanto evidente calo nelle installazioni) ha spinto ANEV a una dura critica all’attuale normativa italiana per gli incentivi all’eolico.

Secondo ANEV le difficoltà dell’energia eolica in Italia sono derivate da un errato meccanismo incentivante, incapace di valorizzare un settore in crisi per quanto riguarda gli investimenti internazionali. Una crisi che sembra avviata ad essere sempre più europea, come testimoniano le flessioni di Spagna (-84%) e Francia (-24%).

4 febbraio 2014
I vostri commenti
alsarago, martedì 4 febbraio 2014 alle20:01 ha scritto: rispondi »

Ma che diavolo intende l'autore del pezzo con "produzione"? Se vuol dire i kWh da eolico, nel 2013 sono stati più che nel 2014. Se vuol dire nuove installazione, allora il dato del -65% in Italia è attendibile, ma certo se uno vuole scrivere di questi temi, dovrebbe cercare di usare (se li capisce) i termini giusti...

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