Le rinnovabili per uscire dalla crisi? Forse non saranno la soluzione definitiva ai problemi, ma in Grecia sembrano puntarci davvero molto. Facile immaginare le potenzialità fotovoltaiche di un Paese la cui latitudine è simile a quella del nostro meridione, ma è in realtà l’eolico la gallina ellenica dalle uova d’oro.

Parte del merito di tale boom è da addebitarsi, probabilmente, alle direttive europee che pretendono che i Paesi membri giungano a produrre entro il 2020 almeno il 20% del proprio fabbisogno da fonti rinnovabili. Incentivi statali hanno fatto sì che in pochi anni nuovi impianti siano sorti nell’entroterra, come nelle isole. Se nel 2009 la Grecia produceva 1.087 MW l’anno, nel 2013 possedeva impianti capaci di erogare 1865 MW. Una crescita dell’80%, propiziata dagli investimenti di aziende straniere, tra cui l’italiana Enel Green Power.

Il progetto del governo è però ancora più ambizioso e punta ad arrivare per il 2020 a 7500 MW di cui 300 da installazioni off shore. Una notizia che genera un misto di interesse e preoccupazione considerato il rischio di mettere a repentaglio le bellezze del naturali del Paese. Sia come sia, la Grecia ha per conformazione geografica una forte predisposizione a questo tipo di soluzione potendo offrire in molte zone del proprio territorio più di 2500 ore di vento annue.

È per questo che i piani per il 2020 vogliono che l’eolico faccia, nella quota rinnovabile della produzione energetica interna, la parte del leone, giungendo ad occupare quota 77% contro l’11% riservato all’idroelettrico e il restante 12% diviso fra le altre forme di rinnovabili, in particolare il fotovoltaico.

Difficilmente l’eolico spianerà da solo la strada per uscire da una crisi, che è anche politica prima che economica. Di certo però, visto i numeri, può servire come boccata di ossigeno. Questo a patto che gli investimenti siano anche interni e non solo stranieri e che il sistema di incentivazione studiato non ricada troppo sul consumatore o sulla pressione fiscale.

30 settembre 2014
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento