L’energia eolica sta conoscendo una grande diffusione in tutto il mondo. Nel 2011 l’eolico ha coperto il 2,9% della produzione globale di elettricità. Nello stesso anno la percentuale di energia elettrica generata dal vento ha raggiunto quota 3,3% negli Stati Uniti. Cosa accade però alla resa delle turbine eoliche a seguito di un’installazione massiccia di nuovi parchi in tutto il mondo? È la complessa domanda che si sono posti i ricercatori dell’Università del Kansas, negli USA.

La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences, è stata firmata da Nate Brunsell e David Mechem, docenti di scienze atmosferiche presso il Dipartimento di Geografia dell’ateneo statunitense.

Gli scienziati si sono interrogati sull’impatto delle turbine eoliche sul vento, provando a capire cosa avviene quando un numero sempre maggiore di impianti sottrae energia al moto atmosferico.

L’obiettivo dello studio è di capire se i grandi parchi eolici sono più o meno efficienti rispetto a installazioni di dimensioni più modeste. Come ha illustrato il professor Mechem:

Le turbine eoliche generano energia elettrica sottraendo energia al vento, quindi un maggior numero di turbine eoliche dovrebbe tradursi in un rallentamento delle correnti d’aria nella bassa atmosfera.

Per capire la portata del problema i ricercatori hanno effettuato delle simulazioni utilizzando dei modelli sofisticati impiegati per le previsioni meteorologiche. Gli esperimenti sono stati condotti prendendo come riferimento una delle regioni più ventose degli Stati Uniti.

Dall’analisi dei dati il team ha concluso che il rallentamento dei venti nella bassa atmosfera riconducibile alle turbine è più marcato nei pressi di grandi parchi eolici. L’effetto di questo fenomeno è la riduzione della produzione di energia rinnovabile di ogni turbina nei parchi eolici. La diminuzione della produttività degli impianti non è stata invece riscontrata nelle turbine eoliche isolate.

I ricercatori si affrettano a chiarire che attualmente non esistono parchi eolici così estesi da generare un rallentamento dei venti nella bassa atmosfera. Questi studi potranno rivelarsi tuttavia utili in futuro, quando si opereranno confronti con altre fonti rinnovabili o quando si tratterà di pianificare la costruzione di parchi sempre più grandi per poter produrre una quantità maggiore di energia pulita. Come fanno notare gli autori dello studio:

Quando si installano delle turbine eoliche ogni turbina aggiunta moltiplica la produzione di energia. Tuttavia, quando si installa un gran numero di turbine su un’area poco estesa, la quantità di energia generata è soggetta ad altri fattori e questo calcolo non è più attendibile.

Nello specifico il limite di energia prodotta dalle turbine concentrate su una superficie di un chilometro quadrato è di 1 MW. Una stima nettamente inferiore a quella restituita dai calcoli precedenti, effettuati senza tenere conto dell’effetto di rallentamento delle correnti generato dai grandi parchi eolici.

2 settembre 2015
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I vostri commenti
mexsilvio, mercoledì 2 settembre 2015 alle20:03 ha scritto: rispondi »

come il fotovoltaico i parchi eolici sono in sottrazione di energia ,e quindi utili , rallentando la forza del vento tendono a stabilizzare il clima evitando i pericolosi nubifragi estivi e tormente invernali ..!!

Paolo Montanari, mercoledì 2 settembre 2015 alle18:02 ha scritto: rispondi »

Da sempre, se si calcola l'a producibilità di un parco eolico, si tiene conto dell'effetto delle altre turbine/ dei parchi vicini nel ridurre l'energia del vento utilizzabile da parte di ciascuna macchina. Quale progresso hanno fatto? Solo si sono accorti che una grande superficie coperta di turbine raccoglie energia, eliminandola dall'atmosfera vicina??

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