Per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, i costi derivanti dall’importazione di gas naturale e tagliare le emissioni di CO2 ciascun Paese europeo si sta interrogando su quale fonte rinnovabile sia più conveniente e competitiva. Occorre infatti trovare una forma di energia in grado di rivaleggiare con le fonti tradizionali per assicurare elettricità in modo costante e riuscire a reggere i picchi delle richieste. Ebbene, almeno in Gran Bretagna non sembrano esserci più dubbi: la fonte su cui puntare è l’energia eolica.

Secondo una recente analisi commissionata dalla RenewableUK a un gruppo di analisti indipendenti della Cambridge Econometrics, l’eolico potrebbe assicurare l’indipendenza energetica al Regno Unito. Alla luce dell’aumento della potenza installata, che non accenna a diminuire, gli autori del report sostengono che anno dopo anno l’eolico fornirà alla Gran Bretagna una via d’uscita dalla dipendenza dai fossili economica e sostenibile a lungo termine.

Già nel 2013 grazie alla produzione di elettricità pulita garantita dai tanti parchi eolici on e off-shore del Paese, la necessità di importare carbone e gas si è notevolmente ridotta. Nello specifico l’eolico ha permesso di ridurre le importazioni di carbone di circa 4,9 milioni di tonnellate, mentre quelle di gas naturale sono diminuite di 1,4 miliardi di metri cubi.

Senza l’elettricità generata dall’eolico nel 2013 la Gran Bretagna avrebbe avuto bisogno di 6,1 milioni di tonnellate di carbone in più e di 2,5 miliardi di metri cubi di gas, necessarie a produrre rispettivamente 45,8 TWh e 24,8 TWh. La produzione di energia elettrica tramite la combustione dei fossili, oltre a essere dispersiva, aumenta i livelli di inquinamento atmosferico e incrementa le malattie legate allo smog gravando sulla spesa sanitaria del Paese.

Come ha spiegato Phil Summerton, direttore del Cambridge Econometrics, nei prossimi anni la Gran Bretagna dovrebbe puntare ad aumentare la capacità eolica installata:

Gli investimenti nell’eolico agiscono come una sorta di polizza assicurativa contro l’incertezza del mercato dei fossili e possono stabilizzare i prezzi dell’elettricità.

Maria McCaffery, direttrice esecutiva della RenewableUK, spiega che i costi di un parco eolico oggi possono essere previsti con precisione, mentre quelli delle centrali alimentate da fossili sono soggetti a volatilità e rappresentano un investimento più rischioso. Secondo le stime degli analisti nel 2020 l’eolico onshore potrebbe essere la forma di energia più economica.

20 gennaio 2015
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I vostri commenti
Rinaldo Sorgenti, mercoledì 21 gennaio 2015 alle21:08 ha scritto: rispondi »

Il titolo del Rapporto, di cui avevo digitato il link in internet, non è apparso e lo trascrivo quindi qui sotto: UNINTENDED CONSEQUENCES OF CLIMATE CHANGE POLICY Andrew Montford The GlobalWarming Policy Foundation GWPF Report 16 Lo si può trovare su:

Rinaldo Sorgenti, mercoledì 21 gennaio 2015 alle21:05 ha scritto: rispondi »

Davvero "fantastiche" le valutazioni espresse nell'articolo succitato e negli studi riferiti! Suggerirei di leggere questo Rapporto che aiuta forse a capire meglio alcuni aspetti, abitualmente così speculati:

massimo tonello, martedì 20 gennaio 2015 alle11:21 ha scritto: rispondi »

noi, italia, invece compreremo, come al solito, l'energia all'estero perchè le pale sono antiestetiche, rovinano il paesaggio e forse limitano il volo agli uccelli ( che non sono scemi come gli uomini)

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