Per mantenere fede agli impegni appena presi sulla riduzione dei gas serra, Stati Uniti e Cina nei prossimi anni dovranno investire maggiormente nelle fonti rinnovabili. I due Paesi hanno già ingaggiato una “guerra pulita” a colpi di dati nel settore dell’eolico. Secondo le cifre fornite dall’AWEA, l’American Wind Energy Association, benché la Cina vanti una maggiore potenza installata, qualcosa come 90 GW, sono gli Stati Uniti a produrre più energia elettrica dal vento.

Secondo l’AWEA, per stabilire quale Paese detenga il primato mondiale per l’eolico, bisogna prendere in considerazione non tanto la potenza installata quanto l’energia elettrica pulita effettivamente generata e immessa in rete. Un indicatore che descrive con maggiore accuratezza le prestazioni energetiche di una nazione.

Nel 2013, stando ai dati forniti dall’International Energy Agency e dal Global Wind Energy Council, la Cina ha generato dall’eolico 138 miliardi di chilowattora (kWh) di energia elettrica. Gli Stati Uniti, secondo l’American Wind Energy Association e lo US Department of Energy Information Administration, hanno prodotto oltre 167 miliardi di kWh, più del 20% della Cina. Per James Walker, membro dell’AWEA, le cifre non mentono:

Questo conferma quello che molti esperti del settore eolico pensano da tempo: che per energia elettrica immessa in rete gli Stati Uniti sono i primi produttori di energia eolica al mondo.

Bisogna però sottolineare che la lotta per il primato dell’eolico tra le due potenze è impari. Gli Stati Uniti infatti hanno avuto a disposizione più tempo per integrare l’energia eolica nella rete. Un fattore determinante per ottenere un ruolo di leadership sul mercato eolico globale.

Analizzando i dati emerge che nel 2001 la Cina aveva una capacità installata di appena 404 MW rispetto ai 4.275 MW degli Stati Uniti. Soltanto nel 2010 la Cina è riuscita a superare per potenza installata gli Stati Uniti. Da quella data l’eolico cinese è letteralmente esploso, crescendo di anno in anno.

Il sorpasso è vicino, è facile intuirlo. Basti pensare che mentre la Cina sta investendo sempre più nelle fonti rinnovabili, gli Stati Uniti, dopo la conquista del Congresso da parte dei Repubblicani, rischiano di veder trionfare nuovamente le lobby delle fossili.

12 novembre 2014
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