L’eolico onshore è una fonte di energia sempre più competitiva e attraente per gli investitori britannici. Lo dimostrano i dati pubblicati dagli analisti del Bloomberg New Energy Finance.

Il rapporto del BNEF rivela che l’eolico onshore è la fonte di elettricità più economica in Gran Bretagna. Secondo gli esperti le compagnie energetiche britanniche interessate a produrre energia elettrica a basso costo dovrebbero finanziare la costruzione di nuovi parchi eolici onshore.

Gli analisi hanno messo a confronto il costo dell’elettricità generata dalle centrali a gas e a carbone e il prezzo dell’energia prodotta dagli impianti eolici. Dal confronto l’eolico onshore è uscito decisamente vincente. Attualmente le compagnie che decidono di costruire nuove centrali alimentate da fossili possono produrre elettricità al costo di 115 dollari per MWh. L’elettricità generata dai nuovi parchi eolici onshore ha invece un costo di 85 dollari MWh.

Dal report emerge che il prezzo dell’elettricità prodotta dall’eolico è in continuo calo. Appena 12 mesi fa il costo per MWh si attestava sui 108 dollari. Gli analisti spiegano che l’energia nucleare è ancora meno competitiva dei combustibili fossili, con un costo di 190 dollari per MWh.

Il trend osservato nel Regno Unito si può osservare anche nel resto del mondo. I costi delle tecnologie rinnovabili continuano a diminuire, mentre gli investimenti nei fossili diventano sempre meno convenienti. Seb Henbest, responsabile della sezione europea del BNEF, ha spiegato che questi dati sfatano alcuni luoghi comuni sulle fonti rinnovabili:

L’eolico oggi è la tecnologia energetica più economica in Gran Bretagna e questo significa che è ora di mandare in pensione concetti datati, come la scarsa competitività delle energie rinnovabili.

Secondo Henbest, in passato i governi e l’opinione pubblica spesso sono stati indotti a credere che le rinnovabili fossero un lusso, una tecnologia costosa impossibile da sviluppare e da sostenere in periodi di crisi economica. Oggi però i costi sono in continuo calo e le energie rinnovabili rappresentano l’opzione più conveniente in molti Paesi del mondo.

Alla luce di questi dati Greenpeace invita il governo britannico a ripristinare gli incentivi alle fonti rinnovabili per non penalizzare i cittadini, costretti a pagare i danni a lungo termine delle politiche a favore del nucleare e di altre fonti più inquinanti e costose.

8 ottobre 2015
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I vostri commenti
Romano Giulianetti, sabato 17 settembre 2016 alle9:28 ha scritto: rispondi »

Ottimi i report sugli impianti di produzione delle energie rinnovabili. Vi suggerisco di fare altrettanto per l'analisi del costo del servizio di accumulo dell'energia rinnovabile non programmabile che deve essere aggiunto al costo di produzione per rendere tale energia adatta alla regolazione della potenza immessa in rete. Questo servizio fatto da Terna si chiama dispacciamento. Quando sommando il costo di produzione al costo per accumulare e successivamente reimmettere in rete sarà inferiore al costa dell'energia dal carbone o gas, allora si potrà sviluppare al massimo le rinnovabili. Buon lavoro.

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