Una delle critiche più aspre rivolte al settore dell’energia eolica è stata da sempre la pericolosità delle turbine nei confronti di molte specie di uccelli, ma anche dei pipistrelli, che vivono nelle aree in cui vengono installate e che troverebbero in questi moderni “mulini a vento” degli elementi disturbanti del proprio habitat, nonché un vero e proprio ostacolo al loro volo. Questo ne determinerebbe molte volte anche la morte.

Per rispondere a queste critiche la Royal Society for Protection of Birds (RSPB), realtà del Regno Unito che si occupa di conservazione della natura, ha scelto qualche tempo fa, di installare presso la propria sede a Sandy, in Bedfordshire (Inghilterra), una turbina eolica alta 100 m che è stata conclusa nei primi mesi del 2016. Ecotricity società elettrica della Gran Bretagna, tra le prime al mondo a puntare sulle energie rinnovabili, e colei che ha eseguito i lavori di installazione, ha pubblicato pochi giorni fa un video in cui racconta le fasi del progetto.

La scelta dell’installazione è stata una vera e propria scommessa e ora i risultati possono testimoniarlo. Nel video viene raccontata anche la preparazione scientifica che ha preceduto il momento dell’installazione e in base alla quale si è riusciti a trovare la via giusta per non compromettere la possibilità del Paese di fare uso di energia pulita e allo stesso tempo preservare la fauna locale che secondo alcuni sarebbe messa in pericolo dalla presenza di pale eoliche.

La RSPB ha effettuato approfonditi studi sulle abitudini della fauna locale: sono state considerate in particolare le dinamiche delle varie specie di uccelli e pipistrelli durante tutto il periodo dell’anno e sono state messe a confronto con quelle riscontrate in luoghi vicini, usati come confronto.

I ricercatori sono riusciti in tal modo a capire a che ora prevalentemente si mettono in volo e con che velocità del vento. A Sandy si è visto che il problema è costituito più dai pipistrelli che dagli uccelli. Si alzano in volo prevalentemente durante l’alba e il tramonto con una velocità del vento che va dai 2 ai 5 metri al secondo.

Come soluzione si è quindi pensato di programmare il funzionamento della turbina affinché si blocchi mezzora prima e dopo tali momenti della giornata, quando la velocità del vento scende al di sotto dei 7 metri al secondo. Una soluzione talmente semplice che viene da pensare come mai non sia stata adottata prima.

6 giugno 2016
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