Il settore industriale a Taranto riceve un altro importantissimo colpo, con gravissimi danni alla situazione occupazionale del territorio. No, non è in gioco stavolta l’inquinante Ilva, ma la verde Vestas, la cui fabbrica nel tarantino sta inesorabilmente chiudendo.

La Vestas è una multinazionale danese, nata come costruttrice di elettrodomestici, ma poi evolutasi in produttrice di impianti eolici. La fabbrica in questione aveva iniziato una diminuzione delle attività produttive già da tempo ed era prevista a partire da oggi, l’inizio di una massiccia cassa integrazione per gli operai. La notizia arrivata ieri è però di gran lunga peggiore: l’azienda ha intenzione di liquidare del tutto la fabbrica, mettendo in mobilità i 147 dipendenti.

I sindacati annunciano battaglia, auspicando un intervento del Governo. Dal nostro punto di vista, ci sembra comuqnue evidente che qualcosa nel mondo delle “green tech” stia cambiando, nel Mondo, ma soprattutto in Italia.

La Vestas ha negli anni garantito impianti eolici per molti degli impianti presenti nel nostro territorio. La chiusura di una fabbrica è forse indicatrice del fatto che per gli analisti stranieri, il tempo delle vacche grasse per le rinnovabili italiane è finito.

Per questo, forse, che l’azienda ha deciso di spostare altrove la produzione. Non è una chiusura dovuta a una crisi economica. Non è comunque la prima volta che l’azienda ricorre a licenziamenti massicci.

2 ottobre 2013
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I vostri commenti
ziomaul, martedì 8 ottobre 2013 alle23:17 ha scritto: rispondi »

Tutte le fabbriche, di qualunque tipo, stanno fuggendo dall'Italia e spostano la produzione all'estero ANCHE spostandole in Francia e Germania dove il costo del lavoro è ben più alto e le tasse anche!!! Perchè? Mafia, burocrazia, corruzione!!!

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