Bilancio positivo per l’eolico italiano nel 2012, ma nei prossimi mesi l’intero settore dovrà affrontare un periodo tutt’altro che facile. A lanciare l’allarme sono state le associazioni ANEV e Coordinamento FREE, denunciando la potenziale crisi che, dopo il fotovoltaico, potrebbe investire anche il comparto nazionale dell’energia del vento.

Buoni, come si diceva, i dati relativi al 2012: lo scorso anno la nuova potenza eolica installata ha toccato quota 1,2 Gigawatt, migliorando la prestazione dell’anno precedente e permettendo di raggiungere una potenza complessiva di 8,144 Gw su scala nazionale.

>>Scopri come l’eolico si stia imponendo sul mercato USA

Le buone notizie, però finiscono qui. Prima di tutto, secondo le ANEV e FREE questa crescita nasconde la “fuga” dai nuovi e più sfavorevoli incentivi per le rinnovabili elettriche. Gli operatori, in altri termini, avrebbero accelerato l’installazione e l’allaccio degli impianti eolici per riuscire a godere ancora delle condizioni previste nel 2012.

>>Leggi i termini di scadenza per gli incentivi alle rinnovabili elettriche

La preoccupazione maggiore, comunque, riguarda l’anno appena iniziato e quello che seguirà, quando, a causa dei nuovi meccanismi di incentivazione e delle mutate procedure burocratiche, il comparto eolico potrebbe subire una contrazione importante. Una crisi, sottolineano le associazioni, che investirebbe 40.000 addetti ai lavori, con una crescita media di 5000 impiegati l’anno. Scrivono ANEV e FREE:

Purtroppo un settore così virtuoso non è adeguatamente sostenuto dalle Istituzioni che con il DM 6 luglio 2012 (Decreto rinnovabili elettriche, ndr) hanno introdotto i nuovi sistemi di aste e incentivi, oltre a ulteriori meccanismi farraginosi, che pur avendo fissato un tetto alla potenza ammessa pari a poco meno del 40% di quella realizzata nel 2012, non ha ricevuto offerte sufficienti a raggiungerlo.

24 gennaio 2013
Lascia un commento