Denaro al vento. Così vengono definiti da Italia Nostra gli incentivi all’eolico industriale previsti dal nuovo decreto del Ministero dello Sviluppo Economico per le FER diverse dal fotovoltaico. L’associazione ambientalista ha scritto una lettera aperta al Governo Renzi, firmata da diverse altri gruppi ambientalisti tra cui la LIPU, Amici della Terra e l’ENPA.

Le associazioni ambientaliste criticano la decisione dell’esecutivo di destinare nuovi incentivi alle fonti rinnovabili elettriche, ricordando che gli obiettivi europei sono stati raggiunti con 7 anni di anticipo e che lo stesso governo ha definito un errore l’eccesso di incentivazione solo a queste fonti:

Lo scorso anno le rinnovabili elettriche hanno già raggiunto il 38,2% del fabbisogno nazionale, superiore persino all’obiettivo massimo previsto dalla Strategia Energetica Nazionale (SEN) per il 2020.

Perché con un decreto si “spalmano gli incentivi” già elargiti al fine di alleggerire le bollette e con un altro se ne elargiscono di nuovi aggravando le stesse bollette in tempi di crisi?

Le 13 associazioni ambientaliste sostengono che i nuovi incentivi costerebbero in bolletta 350 milioni di euro all’anno, vanificando di fatto i risparmi conseguiti con lo Spalma Incentivi.

Gli ambientalisti sottolineano che i grandi parchi eolici deturpano il paesaggio italiano, danneggiando gravemente gli uccelli e la biodiversità. Il tutto a fronte di un apporto elettrico intermittente che nel 2013 ha coperto solo l’1,3% del fabbisogno energetico nazionale.

Le associazioni chiedono al Governo di rinunciare al decreto sugli incentivi alle FER diverse dal fotovoltaico, dirottando le risorse pubbliche destinate alle rinnovabili elettriche verso politiche di mobilità sostenibile, efficienza e risparmio energetico e nel potenziamento degli impianti idroelettrici già esistenti:

Chiediamo che le eventuali residue disponibilità finanziarie siano più saggiamente impiegate, destinandole a impianti solari termici e fotovoltaici, da realizzare esclusivamente su superfici già urbanizzate. In altri termini, privilegiando azioni non invasive sul piano paesaggistico e ambientale, a maggiore efficienza e con i migliori risvolti sociali ed economici per la collettività e il Paese.

La LIPU chiede di puntare maggiormente sulla mobilità sostenibile, soprattutto nelle regioni meridionali, ancora carenti su questo fronte:

Con meno pale e più treni il Sud avrebbe qualche comodità in più e inquinerebbe di meno con le automobili. Perché continuare a buttare soldi al vento?

3 giugno 2015
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I vostri commenti
Mauro, venerdì 12 giugno 2015 alle15:13 ha scritto: rispondi »

Bisogna verificare come e dove sono state installate queste centrali eoliche per capire se è stato svolto un ottimo lavoro o no. In Italia purtroppo manca la professionalità, la maggior parte dei lavoratori fanno le cose superficialmente. Se il lavoro è fatto bene perché è stato studiato a fondo non c'è motivo di preoccuparsi, bisogna investire anche e soprattutto nel solare, le centrali eoliche fanno da supporto a quelle solari.

idrogeno verde, giovedì 4 giugno 2015 alle17:19 ha scritto: rispondi »

Che pena!! Senza voler offendere nessuno ma è una pena veder disperse intelligenza e tempo solo per sostenere un partito preso senza tener conto delle necessità nazionali . Come si fa a difendere ancora il paesaggio ed accennare ad un auspicato ritorno alla diligenza (“ più treni per il Sud “) quando è noto a tutti che importiamo elettricità dalla Francia ad un prezzo insostenibile per le ns. Aziende e per la ns. economia . Del Rio, De Vincenzi e Descalzi, per favore, spiegate al Presidente Renzi che lo sviluppo economico di una Nazione ha bisogno di ENERGIA per decollare e mantenersi competitiva nel Mondo . E’ finito il tempo di Mattei che ci mandava giustamente a ricercare il petrolio ove era disponibile in grandi quantità , generando però tensioni geopolitiche ancora vive e cruenti . Oggi possiamo avere tutta l’Energia di cui necessitiamo , prodotta a casa nostra e competitiva con il petrolio . Ma c’è bisogno di un programma energetico nazionale , completo nelle sue varie soluzioni tecnico-economiche , studiato da tecnici aggiornati e non pressati da lobbies di nessun genere. Ma come fare se non esiste neppure un Ministero dell’Energia ? Buon lavoro a tutti e non più articoli come questi , mi raccomando . Idrogeno verde

Giuliano, giovedì 4 giugno 2015 alle14:22 ha scritto: rispondi »

Capisco sono distribuiti male, e le trivellazioni che si eseguono:nei terreni o in mare sono giuste?Sono intelligente nessuno risponderà. Chi tace acconsente:o non dice niente,non ci si può sbilanciare?

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