Novità in arrivo per quanto riguardo lo sviluppo del settore eolico. Presentata negli USA la turbina Winga, in grado sembra di offrire maggiore competitività agli aerogeneratori ad asse orizzontale in condizioni di bassa intensità ventosa. Alla base del meccanismo la precedente intuizione di “canalizzare” l’aria per renderla più sfruttabile e quindi più redditizia in termini sia energetici che economici.

La turbina Winga utilizza delle ali che avvolgono sia l’area di ingresso che di uscita dell’aria, consentendo di concentrare la spinta eolica e incrementare il rendimento dell’impianto a basse velocità di vento. Il “cut-in” scende a soli 2 m/s, mentre a 4 m/s si ha una resa ottimale dell’impianto. Diversamente da quanto avviene in caso di aerogeneratore con allestimento “standard”, che presenta valori minimi di intensità ventosa pari a 4 m/s e piena potenza garantita solo a partire dai 10 m/s.


Le misure della turbina Winga sono di 35 metri d’altezza (comprensivo di palo di sostegno), 36,5 m. di lunghezza e una forbice tra i 9 e i 12 metri per quanto riguarda il cono d’apertura del canalizzatore. L’altezza dal suolo inferiore ai modelli classici potrebbe ridurre l’efficienza di questa particolare versione dell’eolico, ma un “problema” potenzialmente riassorbibile proprio in virtù dei vantaggi offerti dalla concentrazione delle correnti ventose. Viene assicurata inoltre la possibilità di montare anche motori anulari anziché i più consueti rotori a pale.

Quella che potrebbe al contrario rivelarsi problematica è la gestione dell’orientamento del rotore in caso di zona soggetta a frequenti variazioni nella direzionalità del vento. Qualche zona d’ombra ancora da chiarire per una tecnologia, quella messa in campo dalla turbina Winga, che sembra però promettere ulteriori e interessanti sviluppi a partire dai prossimi mesi.

2 aprile 2012
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