Il rinnovamento del parco eolico italiano potrebbe creare 7 mila nuovi posti di lavoro garantendo benefici economici, sociali e ambientali. L’operazione, del valore complessivo di 2,1 miliardi di euro, rappresenterebbe una boccata di ossigeno per la filiera eolica nazionale.

A rivelarlo è una recente analisi curata dalla società di consulenza Althesys presentata ieri presso la sede del GSE a Roma in occasione del convegno istituzionale “I benefici del rinnovamento eolico – L’esperienza di altri Paesi europei e prospettive per l’Italia”. L’evento è stato promosso dall’ANEV in occasione della Giornata mondiale del vento.

Secondo i dati dell’Althesys il revamping degli impianti eolici avrebbe ricadute positive anche sul costo dell’elettricità, perché aumenterebbe la potenza rinnovabile nel mix energetico riducendo il costo del kWh. Il prezzo all’ingrosso dell’elettricità subirebbe una riduzione di 1,3 miliardi di euro.

La riduzione degli incentivi e le ricadute sull’indotto garantirebbero 800 milioni di euro di benefici. Il potenziale di rinnovamento stimato dagli analisti è di 7,9 GW. Il CEO di Althesys Alessandro Marangoni nel suo intervento ha sottolineato la grande vitalità del mercato eolico globale, dicendosi fiducioso sulla possibilità di sfruttare il revamping per far vivere una rinascita anche all’eolico italiano.

Il momento è favorevole per l’industria italiana. Gli investimenti nelle rinnovabili in Italia nel 2015 sono cresciuti di 3 miliardi di euro raggiungendo quota 9,9 miliardi. L’eolico ha rappresentato il 67,6% della potenza installata, pari a 1.624 MW per un totale di 2,4 miliardi di euro di investimenti.

Nei prossimi anni sarà fondamentale aumentare le operazioni interne, che attualmente contano solo per il 25% del totale. Un altro fronte su cui bisognerà riguadagnare il terreno perso rispetto ad altri mercati è il costo dell’energia eolica, che attualmente ammonta a 77,5 €/MWh a fronte di una media europea di 56,1 euro/MWh. Per centrare questo obiettivo occorrerà ridurre la pressione fiscale e gli ostacoli burocratici, le zavorre più pesanti per la competitività all’eolico italiano.

Sul fronte infrastrutturale Terna ha garantito pieno sostegno alla crescita dell’eolico, con un investimento di 10 miliardi di euro destinato a finanziare gli interventi di integrazione nella rete elettrica. Stefano Conti ha ricordato i traguardi già raggiunti dall’Italia:

In soli dieci anni l’eolico ha superato i 9.000 MW di potenza già installata e oggi l’energia dal vento è pari a un quarto del consumo delle famiglie italiane.

Il Governo dal suo canto si è impegnato a sbloccare l’eolico offshore e a sostenere il rinnovamento del parco eolico attraverso l’approvazione di una normativa più chiara. Per garantire sostenibilità alla filiera l’ANCI, E2i, Enel Green Power, ERG Renew, Falck Renewables, IVPC e Legambiente hanno sottoscritto la “Carta per il rinnovamento eolico sostenibile”, un documento che stimola il dialogo tra le istituzioni, le realtà industriali e i cittadini.

La sostenibilità già da tempo è al centro di numerose iniziative dell’ANEV. L’associazione lavora insieme alle associazioni ambientaliste per ridurre l’impatto dei progetti eolici sul paesaggio e sull’avifauna tramite diversi protocolli di tutela ambientale adottati dagli associati. La tutela del paesaggio è importante anche per Roberto Banchini, intervenuto in rappresentanza del Ministero dei Beni Culturali.

Banchini ha invocato l’aggiornamento delle linee guida del DM 10 settembre 2010 per garantire un adeguato indirizzo di programmazione per i nuovi progetti. L’esperto ha invitato a non considerare l’eolico un nemico del paesaggio:

Va assolutamente respinto l’assioma secondo cui le istanze di tutela dell’ambiente e di tutela del paesaggio sarebbero, in questo settore, divergenti e antinomiche. […] La Giornata mondiale del vento deve essere anche un’occasione per discutere senza preconcetti di queste problematiche.

16 giugno 2016
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