Nuova stretta della Regione Sicilia sull’eolico all’interno del proprio territorio. Dopo la bocciatura da parte del TAR della moratoria dell’eolico tentata nel 2014, ora l’assemblea regionale ha approvato una legge che ostacola la realizzazione di impianti eolici al di sopra dei 20 kW di potenza.

Di fatto così non vengono esclusi solo gli impianti di grandi dimensioni, ma anche il mini eolico. Inizialmente l’Assemblea aveva deciso per un limite di 200 kW, già molto limitante, poi però un emendamento del presidente della commissione Ambiente, Giampiero Trizzino del M5S, ha ridotto questo limite a 20 kW. Non basta però, perché sembra che si tratti di una disposizione retroattiva: anche le autorizzazioni ancora in corso perderebbero così ogni probabilità di raggiungere il successo.

Un’azione oltre che assurda, secondo ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento), anche “illegittima e di violazione rispetto a quando prescritto dalle norme nazionali e sovranazionali in materia di rinnovabili e riduzione della CO2″. Non rispetterebbe le disposizioni del D.Lgs. 28/2011, oltre che la definizione di aree non idonee inserita nelle Linee Guida 2010.

L’associazione si sta muovendo per valutare eventuali possibilità di bloccare questa decisione. Una presa di posizione che si scaglia contro un settore che al 31 dicembre 2014 contava in Sicilia 4.663 addetti tra diretti e indiretti e che avrebbe, secondo quanto si legge in una nota di ANEV, un potenziale di 9.765 unità al 2020. Le aziende che operano in questo momento nel settore, come spiega ANEV, sono:

Soggetti seri, affidabili e trasparenti che lavorano in tutto il mondo secondo criteri votati al rispetto delle regole e dell’ambiente. ANEV ha promosso tra le sue aziende associate sin dal 2002 l’applicazione delle regole del Protocollo firmato con le principali associazioni ambientaliste, come Legambiente e Greenpeace, per il corretto inserimento dell’eolico nel paesaggio, che prevede un elevato livello di tutela dell’ambiente e la minimizzazione degli impatti visivi.

L’associazione infine ribadisce come anche il minieolico abbia il suo ruolo nella lotta ai cambiamenti climatici, in una Regione in cui il vento è una risorsa sicura presente e lo sarà anche nel futuro.

Le istituzioni regionali e il Presidente Crocetta avrebbero dimostrato quindi, secondo le associazioni, una completa mancanza di visione. ANEV e CPEM sperano che la mancanza di allineamento anche al dettato costituzionale “basti” per bloccare queste azioni di boicottaggio all’eolico.

23 novembre 2015
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I vostri commenti
ritamir, lunedì 23 novembre 2015 alle15:24 ha scritto: rispondi »

Un presidente della commissione ambiente che boccia l'eolico?Ma chi è questo Trizzino che ignora perfino i suoi compiti? Ah, già: è un grillino. Farà parte di qualche comitato no-questo no-quello,tanto per far parlare di sè. Aspetta che ti voto alle prossime elezioni !

pierluigi.biagioni, lunedì 23 novembre 2015 alle14:45 ha scritto: rispondi »

Minieolico e fotovoltaico dei tetti, sono il futuro dell'energia eco-compatibile ! non giochiamoci anche questi !!

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