Eolico, ANEV: fonte energetica importante per tutela biodiversità

Eolico fondamentale per salvaguardare la biodiversità e lottare contro i cambiamenti climatici. Questo secondo ANEV è il messaggio che arriva dai risultati dello studio “Mainstreaming energy and climate policies into nature conservation. The European Wind Industry’s views on how wind turbines and wildlife can co-exist”, realizzato da WindEurope raccogliendo le informazioni fornite da diverse fonti scientifiche internazionali.

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Lo studio dimostra, prosegue ANEV, l’importanza assoluta dell’eolico nella transizione energetica, nel rispetto della biodiversità e delle normative europee come la Direttiva Uccelli e Habitat. Come ha sottolineato la stessa Associazione Nazionale Energia del Vento in una nota:

Il cambiamento climatico e il degrado degli ecosistemi e della biodiversità non possono essere risolti da soli. Gli ecosistemi terrestri e marini svolgono un ruolo cruciale nel sistema climatico, catturando circa la metà delle emissioni di CO2 generate dalle attività umane (UNEP, 2009). La protezione della biodiversità preserva i servizi ecosistemici che sono importanti per la regolazione del clima e ci aiutano ad adattarci agli impatti dei cambiamenti climatici. A fronte di ciò, aumentando la quota di Fonti di Energia Rinnovabile allentiamo la pressione sugli ecosistemi rallentando i cambiamenti climatici.

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Serve un’azione rapida nel settore energetico secondo WindEurope, di cui ANEV fa parte, per ridurre in maniera drastica la emissioni di gas serra, come indicato nel World Energy Outlook (Rapporto speciale sull’energia e sui cambiamenti climatici) IEA del 2015). L’eolico è secondo l’Associazione Nazionale Energia del Vento tra le fonti energetiche “più pulite e più rispettose dell’ambiente”, con un impatto positivo a lungo termine sull’ambiente:

Le sue emissioni di gas serra nel ciclo di vita sono stimate a 23 g CO2/kWh, questo valore basso è dovuto al fatto che durante tutta la fase operativa di un parco eolico non viene emessa CO2, al contrario il vento aiuta a evitare le emissioni di CO2 rilasciate dalla combustione di fossili.

Valore significativamente esiguo se paragonato anche ad altre fonti rinnovabili come il solare che si attesta sui 42 g CO2 / kWh, quasi il doppio dell’eolico. Questo valore può essere confrontato inoltre con le emissioni di gas a effetto serra del ciclo di vita di carbone e gas che raggiungono i seguenti valori: 1.205 CO2/kWh e 523 CO2/kWh rispettivamente (Timothy J. Skone, PE., National Energy Technology Laboratory, 2015).

Nello studio si pone infine l’attenzione sullo spreco idrico, con l’eolico che è risultato più sostenibile rispetto alle fonti fossili (consumo di circa 160 milioni di metri cubi di acqua, più o meno 200 litri pro capite): in base ai dati presentati da ANEV il contributo dell’energia eolica ha consentito un risparmio per l’Italia intorno ai 110 milioni di metri cubi d’acqua negli ultimi 10 anni.

24 novembre 2017
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