I benefici dell’eolico in Italia sono significativamente superiori rispetto al costo degli incentivi. È quanto evidenziato dall’ANEV, l’Associazione Nazionale Energia del Vento, nel corso del convegno promosso in occasione della Giornata Mondiale del Vento.

L’incontro, dal titolo “Eolico italiano: costi e benefici”, ha fatto il punto sui vantaggi dell’energia eolica, sulle criticità che frenano lo sviluppo del settore in Italia e sulle possibili soluzioni per rilanciarne la crescita.

Per quanto riguarda i benefici dell’eolico per l’economia italiana, secondo l’ANEV la realizzazione di nuovi impianti eolici comporterebbe un’ulteriore riduzione dei costi dell’energia elettrica, ricadute positive sul gettito fiscale e vantaggi evidenti per il territorio.

Al convegno sono intervenuti gli analisti di Althesys ed eLeMeNS. Tutti concordi nel sostenere che l’energia eolica si sta trasformando da costo a beneficio netto per il sistema economico italiano. Gli esperti sono ottimisti sulle sorti dell’eolico anche per il periodo post-incentivi:

Per il futuro immediato l’uscita dall’incentivazione di diversi impianti può consentire un supporto più efficiente alla crescita della potenza eolica attraverso il meccanismo delle aste, con effetti sulla bolletta a saldo nullo in termini di oneri tariffari e, nel lungo termine, a saldo positivo dal punto di vista del consumatore in termini di componente energia.

Alessandro Marangoni, CEO di Althesys, ha ricordato che l’eolico non ha solo benefici ambientali, ma anche economici. Basti pensare che nel 2014 il comparto in Italia ha generato un valore aggiunto e indotto di oltre 800 milioni di euro, creando 3.400 nuovi posti di lavoro.

Nel 2030 le ricadute economiche complessive dell’eolico in Italia potrebbero raggiungere quota 24 miliardi di euro. La filiera eolica italiana darà lavoro a 4.300 persone. Lo Stato riceverà 4,8 miliardi di euro di contributi fiscali.

Per quanto riguarda i benefici ambientali nel 2014 l’eolico ha già permesso di risparmiare l’immissione in atmosfera di 7,7 milioni di tonnellate di CO2. Nel 2030 questa cifra potrebbe raggiungere la soglia di 221 milioni di tonnellate di CO2 evitate.

Questi dati secondo l’ANEV dovrebbero spingere il Governo a sostenere maggiormente il settore eolico. Purtroppo, come fa notare Simone Togni, presidente dell’ANEV, il decreto sugli incentivi alle FER diverse dal fotovoltaico rischia di affossare il comparto:

La bozza del nuovo Decreto è contraddittoria e lesiva degli interessi del Paese anche rispetto agli obiettivi assunti al 2020 e a quelli in fase di definizione al 2030. Il testo propone importanti tagli agli incentivi per l’eolico, che ne ridimensionano consistentemente le prospettive di crescita e sviluppo, contrariamente, per altro, a quanto preannunciato per il Green Act, che dovrebbe puntare a rilanciare le politiche ambientali.

Nel corso del convegno sono emersi dati interessanti anche sugli investimenti globali nell’eolico, a quota 100 miliardi di dollari nel 2014.

In Italia purtroppo le nuove installazioni sono in calo: nel corso del 2014 nel nostro Paese sono stati installati solo 107,5 MW, a fronte dei 1.000 installati dalla Francia. L’Italia attualmente è quinta nella classifica europea dopo Germania, Spagna, Regno Unito e Francia. Complessivamente l’eolico soddisfa il 10,2% dei consumi di elettricità europei.

15 giugno 2015
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