Eolico: alterazioni nel clima cambieranno il rendimento degli impianti

I cambiamenti in atto nel clima mondiale influenzeranno la produzione di energia garantita dall’eolico. Il rendimento degli impianti potrebbe subire nei prossimi anni una decisa variazione, privilegiando i parchi eolici installati nei Paesi appartenenti all’emisfero meridionale (o alla fascia tropicale) a discapito di quelli presenti nell’emisfero settentrionale. A sostenerlo uno studio statunitense condotto dai ricercatori dell’ATOC – Atmospheric and Oceanic Sciences, presso la University of Colorado at Boulder, guidati dal Prof. Kris Karnauskas. La ricerca è stata pubblicata su Nature Geoscience.

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Lo studio USA ha analizzato l’influenza del clima sull’eolico, in particolare l’effetto che il riscaldamento globale avrà nei prossimi anni sul rendimento delle pale eoliche. I ricercatori hanno combinato i modelli climatici elaborati dall’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) con la “curva di potenza” o “power curve” che l’industria eolica utilizza per stimare il potenziale della “risorsa-vento”. Diversi gli scenari ottenuti analizzando variabili quali ad esempio temperature, CO2, umidità e circolazione dei venti.

Tra le possibili cause del rallentamento dei venti nell’emisfero settentrionale, che vede tra gli altri USA e Giappone, il surriscaldamento a carico del Polo Nord: la riduzione della differenza tra area artica e clima temperato rallenterà le correnti ventose influenzando negativamente il rendimento dell’eolico nei Paesi al di sopra dell’Equatore.

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Discorso a parte merita l’Europa. Secondo Kris Karnauskas il Vecchio Continente rappresenta un enorme punto interrogativo: alcuni scenari vedono la produzione da eolico in crescita, mentre secondo altri il rendimento è destinato a diminuire:

Non abbiamo idea di cosa vedremo lì. È quasi preoccupante, considerato che l’Europa sta producendo già parecchia energia dal vento.

Proprio per quanto riguarda le aree più produttive per il settore eolico il ricercatore auspica l’utilizzo di strumenti differenti. Come ha dichiarato un’altra ricercatrice impegnata nello studio, la Prof.ssa Associata Julie Lundquist:

I modelli climatici sono troppo incerti per quanto riguarda ciò che accadrà nelle regioni ad alta produzione eolica, come Europa, Stati Uniti centrali e Mongolia interna. Abbiamo bisogno di utilizzare strumenti differenti per cercare di prevedere il futuro. Questo studio globale ci fornisce un percorso relativo a dove dovremmo focalizzarci prossimamente con strumenti a più alta risoluzione.

14 dicembre 2017
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