L’eolico è uno dei settori trainanti delle fonti rinnovabili. Un settore in costante sviluppo che propone in questi ultimi anni sviluppi più che mai interessanti. Vediamo alcune delle principali innovazioni che stanno caratterizzando l’energia del vento, dalle turbine “volanti” a quelle senza le classiche pale rotanti.

Nell’eolico che si rinnova uno spazio privilegiato lo hanno guadagnato senza dubbio le turbine volanti come la Wing 7 della Makani Airborne Wind Turbine e l’Altaeros Airborne. La prima è capace di mantenersi in volo sfruttando le correnti aeree, offrendo la possibilità di produrre oltre 20 kW con un’intensità ventosa di almeno 35km/ora. Una struttura gonfiabile a elio caratterizza invece la seconda struttura, che oltre all’aumento di rendimento garantito dai venti d’alta quota offre tempi di realizzazione stimati in pochi giorni.

In altra direzione muove invece la turbina Wind Harvaster, che punta a sfruttare i venti a bassa intensità rivelandosi quindi particolarmente adatto all’installazione nelle aree urbane. Alla sua base un sistema particolarmente silenzioso che prende spunto dagli studi aerodinamici effettuati sugli aerei. Indicato per la produzione energia in condizioni di vento particolarmente ridotte, questo modello si dimostra in grado di gestire efficacemente anche correnti di maggiore entità.

Particolare curiosità ha destato da subito Windstalk, l’eolico privo di pale rotanti e aerogeneratori classici. Un meccanismo che al contrario si basa su colonne di dischi di ceramica piezoelettrici intervallati da alcuni elettrodi. La forma del generarore assomiglia a quella tipica di un capello o di un filo d’erba, che oscillando grazie alla spinta del vento comprime i dischi generando l’energia elettrica.

Arriva dal Giappone un’ulteriore innovazione che promette di attirare l’attenzione del settore nei prossimi mesi. Gli scienziati nipponici garantiscono che l’utilizzo di vere e proprie “lenti eoliche” situate intorno alle classiche pale potrebbero aumentare l’efficienza dell’impianto anche di tre volte.

Una tecnologia che abbiamo imparato a conoscere anche parlando di settore minieolico è quella degli aerogeneratori a asse verticale. Ne sono due esempi la Eddy Turbine e la Windspire, con quest’ultima che garantisce una resa pari a circa 2.000 kWh l’anno con vento pari a 18km all’ora con appena 6 decibel di rumorosità.

Punta con decisione all’abbattimento del rumore di funzionamento un altro settore di sviluppo nell’area delle tecnologie eoliche, qui rappresentato dalla Eco Whisper Turbine. L’aerogeneratore abbandona il classico sistema a tre pale per puntare su un disco di lame completo, garantendo la produzione di 20 kW e un’elevata efficienza con una rumorosità giudicata quasi assente.

Una tecnologia che potrebbe rappresentare uno sviluppo interessante anche in previsione del sempre crescente successo dell’eolico offshore è quella della cosiddetta “Green Power Island”. Si tratta di un sistema integrato di “stoccaggio” dell’energia, da utilizzare affiancando l’eolico all’idroelettrico.

Nei momenti in cui la richiesta energetica è ridotta, la produzione in eccesso viene utilizzata per innalzare le acque e portarle attraverso un sistema di tubature dal serbatoio di partenza a un livello di altezza superiore. Quando poi dovesse presentarsi una maggiore necessità di elettricità il rilascio di questa riserva idrica in direzione opposta verrebbe utilizzato per garantire la soddisfazione del cresciuto fabbisogno di energia.

Un’innovazione nel settore eolico non direttamente legata all’aspetto tecnologico, bensì a quello prettamente “sociale” è quello delle comunità proprietarie. Un esempio su tutti è un parco eolico costruito nel 1996 in Regno Unito, capace di generare 10.000 MWh e alimentare così circa 30.000 famiglie. In più attraverso l’energia generata le popolazioni locali sono in grado generare profitto dalla vendita dell’elettricità in eccesso e dalle visite guidate alla “wind farm” svolte dalle scolaresche. In Italia un esempio è la località abruzzese di Tocco da Casauria (PE), che grazie al suo parco eolico riesce non soltanto a coprire il fabbisogno energetico, ma anche a finanziare interventi di manutenzione al patrimonio cittadino.

L’ultima idea per una possibile svolta futura nel settore eolico è quella di trasformare i campi offshore in veri e propri campi. L’intuizione è della società olandese Ecofys, che ha pensato di integrare gli impianti consentendo a delle alghe di crescere alla loro base. Il risultato sarebbe la possibilità di sfruttare questi vegetali per realizzare mangimi per i pesci e altri animali, biocarburanti e persino energia.

L’eolico è uno dei settori trainanti delle fonti rinnovabili. Un settore in costante sviluppo che propone in questi ultimi anni sviluppi più che mai interessanti. Vediamo alcune delle principali innovazioni che stanno caratterizzando l’energia del vento, dalle turbine “volanti” a quelle senza le classiche pale rotanti.

Nell’eolico che si rinnova uno spazio privilegiato lo hanno guadagnato senza dubbio le turbine volanti come la Wing 7 della Makani Airborne Wind Turbine e l’Altaeros Airborne. La prima è capace di mantenersi in volo sfruttando le correnti aeree, offrendo la possibilità di produrre oltre 20 kW con un’intensità ventosa di almeno 35km/ora. Una struttura gonfiabile a elio caratterizza invece la seconda struttura, che oltre all’aumento di rendimento garantito dai venti d’alta quota offre tempi di realizzazione stimati in pochi giorni.

In altra direzione muove invece la turbina Wind Harvaster, che punta a sfruttare i venti a bassa intensità rivelandosi quindi particolarmente adatto all’installazione nelle aree urbane. Alla sua base un sistema particolarmente silenzioso che prende spunto dagli studi aerodinamici effettuati sugli aerei. Indicato per la produzione energia in condizioni di vento particolarmente ridotte, questo modello si dimostra in grado di gestire efficacemente anche correnti di maggiore entità.

Particolare curiosità ha destato da subito Windstalk, l’eolico privo di pale rotanti e aerogeneratori classici. Un meccanismo che al contrario si basa su colonne di dischi di ceramica piezoelettrici intervallati da alcuni elettrodi. La forma del generarore assomiglia a quella tipica di un capello o di un filo d’erba, che oscillando grazie alla spinta del vento comprime i dischi generando l’energia elettrica.

Arriva dal Giappone un’ulteriore innovazione che promette di attirare l’attenzione del settore nei prossimi mesi. Gli scienziati nipponici garantiscono che l’utilizzo di vere e proprie “lenti eoliche” situate intorno alle classiche pale potrebbero aumentare l’efficienza dell’impianto anche di tre volte.

Una tecnologia che abbiamo imparato a conoscere anche parlando di settore minieolico è quella degli aerogeneratori a asse verticale. Ne sono due esempi la Eddy Turbine e la Windspire, con quest’ultima che garantisce una resa pari a circa 2.000 kWh l’anno con vento pari a 18km all’ora con appena 6 decibel di rumorosità.

Punta con decisione all’abbattimento del rumore di funzionamento un altro settore di sviluppo nell’area delle tecnologie eoliche, qui rappresentato dalla Eco Whisper Turbine. L’aerogeneratore abbandona il classico sistema a tre pale per puntare su un disco di lame completo, garantendo la produzione di 20 kW e un’elevata efficienza con una rumorosità giudicata quasi assente.

Una tecnologia che potrebbe rappresentare uno sviluppo interessante anche in previsione del sempre crescente successo dell’eolico offshore è quella della cosiddetta “Green Power Island”. Si tratta di un sistema integrato di “stoccaggio” dell’energia, da utilizzare affiancando l’eolico all’idroelettrico.

Nei momenti in cui la richiesta energetica è ridotta, la produzione in eccesso viene utilizzata per innalzare le acque e portarle attraverso un sistema di tubature dal serbatoio di partenza a un livello di altezza superiore. Quando poi dovesse presentarsi una maggiore necessità di elettricità il rilascio di questa riserva idrica in direzione opposta verrebbe utilizzato per garantire la soddisfazione del cresciuto fabbisogno di energia.

Un’innovazione nel settore eolico non direttamente legata all’aspetto tecnologico, bensì a quello prettamente “sociale” è quello delle comunità proprietarie. Un esempio su tutti è un parco eolico costruito nel 1996 in Regno Unito, capace di generare 10.000 MWh e alimentare così circa 30.000 famiglie. In più attraverso l’energia generata le popolazioni locali sono in grado generare profitto dalla vendita dell’elettricità in eccesso e dalle visite guidate alla “wind farm” svolte dalle scolaresche. In Italia un esempio è la località abruzzese di Tocco da Casauria (PE), che grazie al suo parco eolico riesce non soltanto a coprire il fabbisogno energetico, ma anche a finanziare interventi di manutenzione al patrimonio cittadino.

L’ultima idea per una possibile svolta futura nel settore eolico è quella di trasformare i campi offshore in veri e propri campi. L’intuizione è della società olandese Ecofys, che ha pensato di integrare gli impianti consentendo alle alghe di crescere alla loro base. Il risultato sarebbe la possibilità di sfruttare questi vegetali per realizzare mangimi per i pesci e altri animali, biocarburanti e persino energia.

10 aprile 2012
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I vostri commenti
Ziomaul, giovedì 19 aprile 2012 alle2:37 ha scritto: rispondi »

"10.000 MWh e alimentare così circa 30.000 famiglie" C'è qualcosa di sbagliato!  Comunque dimentichi i progetti italiani come Kiteg

Carlo Dallagiovanna, martedì 10 aprile 2012 alle19:31 ha scritto: rispondi »

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