Rispetto della Terra significa anche cura dei propri abitanti. È per questo che l’ENPA, in occasione dell’Earth Day di domani, ha deciso di porre l’accento sulle istanze delle diete vegetariane e vegane, perché amare gli animali è il primo passo per proteggere il nostro pianeta.

Non è solo, tuttavia, una questione di rispetto verso le altre creature del globo durante l’Earth Day. Desertificazione, biodiversità minacciata e cambiamenti climatici deriverebbero anche dal consumo della carne, fonte di sfruttamento forsennata delle risorse naturali. Sì, perché gli allevamenti intensivi rubano spazio all’agricoltura, generano inquinamento con le deiezioni animali ed emettono una grande quantità di gas serra. E, sembra quasi un ossimoro, ma l’alimentazione a base di carne nei paesi occidentali genera malnutrizione in quel del terzo mondo: si stima, infatti, che il 26% dei 7 miliardi di persone sulla Terra non riesca a trovare cibo giornaliero adeguato, proprio perché l’allevamento toglie spazio alla coltivazione.

La desertificazione della carne parte in Amazzonia, dove aree sempre più grandi della foresta vengono trasformate in centri per la crescita intensiva di bovini e suini che, a loro volta, generano inquinamento ed emissione di gas serra con oltre 550 milioni di tonnellate di feci. Per non parlare dello spreco d’acqua: ne bastano 1.000 litri per produrre un chilo di grano, ne servono circa 15.000 litri per un chilo di carne di manzo o di maiale. Oltre al danno ambientale, infine, vi sarebbe quello sulla salute, con bistecche e altri preparati “gonfiati” a suon di antibiotici e ormoni della crescita.

In altre parole, anche volendo fingere di dimenticare il tema dell’amore verso gli animali, una dieta onnivora per l’uomo non sarebbe più sostenibile. Così ha spiegato Ilaria Ferri, direttore scientifico di ENPA:

«I motivi alla base della scelta vegana o vegetariana non sono legati soltanto al dovuto rispetto per gli animali o ragioni dietetico–salutiste. Il rispetto per la vita tutta e l’obiettivo di realizzare un mondo più equo passano per una scelta che ormai ci rende cittadini più consapevoli, più capaci di valutare che i nostri comportamenti hanno impatti e ripercussioni globali.»

Qualora non si riuscisse ad abbracciare appieno i dettami delle diete vegetariane e vegane, si aggiunge il consiglio della scelta consapevole da parte del consumatore: basta non rivolgersi a industrie intensive, ripudiare il commercio di prodotti da incarto di dubbia provenienza, cercare allevatori a chilometro zero che ancora seguano le buone tradizioni di una volta per la crescita dei loro animali.

21 aprile 2012
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Luana, domenica 13 aprile 2014 alle11:48 ha scritto: rispondi »

ho visto che anche gli allevatori cosidetti biologici o di tipo antico danno i mangimi OGM alle vacche polli e maiali e li punturano anche loro e gli danno sostanze cancerogene anche loro lo abbiamo visto di persona..quindi..poi puzzano gli allevamenti e inquinano ..gli animali vanno lasciati liberi nei prati ..poi i mangimi li comprano anche loro per gli animali e sprecano acqua e terreni lo stesso oltre ai cereali ..ogm ..che gli danno..

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