Ricerca e industria insieme per guidare la transizione energetica. L’importanza di tale collaborazione è emersa durante il workshop annuale di presentazione dei risultati ottenuti grazie alla collaborazione tra Eni e il MIT, Massachusetts Institute of Technology.

Il workshop si è svolto presso i Centri Ricerche Eni di San Donato Milanese e di Novara. Tra le novità messe a punto nel campo delle fonti rinnovabili è spiccato lo sviluppo di tecnologie come il Solar Frontier Energy Center, la cui creazione è avvenuto presso il MIT. Tale innovativo sistema fornirà a Eni un supporto efficace nella progressiva “decarbonizzazione” delle sue “fonti di approvvigionamento energetico”.

Workshop annuale che si è rivelato inoltre un’importante momento di confronto non soltanto sui risultati ottenuti negli ultimi 12 mesi, ma anche su specifici traguardi ottenuti dal MIT in relazione ai nuovi “Low-Carbon Research Center”. Questi ultimi sono stati ideati per la messa a punto di innovazioni tecnologiche in diversi campi: valorizzazione del gas naturale; produzione e stoccaggio di energia rinnovabile; riduzione, cattura e riutilizzo della CO2 generata da fonti fossili.

Un rapporto quello tra Eni e MIT che prosegue dal 2008 e che in questi anni ha potuto contatore sul lavoro di oltre 100 esperti, tra docenti, ricercatori e dottorandi di 18 dipartimenti. Più di 40 i progetti avviati in tale contesto, a confermare l’assoluto interesse di dell’azienda per il settore ricerca e sviluppo.

Una collaborazione che si inserisce nel più generale quadro di avvicinamento di Eni al mondo accademico e agli istituti di ricerca italiani e internazionali. Circa un centinaio i centri di eccellenza così legati all’azienda, tra cui spiccano l’Università di Stanford, il Politecnico di Milano e di Torino e il CNR.

21 giugno 2016
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento