Eni Award 2018: rinnovabili e ambiente, ecco i nomi dei vincitori

Sono stati resi noti i nomi dei vincitori degli Eni Award 2018. Per conquistare i primi posti in questo speciale riconoscimento, istituito nel 2007, i partecipanti si sono distinti nella ricerca relativa ai settori energia e ambiente. Stimolare un più efficiente utilizzo dell’energia e guardare con decisione verso l’innovazione sono stati i requisiti fondamentali.

Proprio in tal senso va l’affermazione di Omar M. Yaghi dell’Università di Berkley, California, che in occasione degli Eni Award 2018 si è imposto nel premio Transizione Energetica con una ricerca sui solidi cristallino-porosi e sulla loro “applicazione nella separazione selettiva della CO2 da gas di combustione come anche nella cattura dell’umidità atmosferica”.

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È stato Zhong Lin Wang del Georgia Institute of Technology di Atlanta (USA) ad aggiudicarsi il premio Frontiere dell’energia durante gli Eni Award 2018, per ricerche sulle fonti di energia rinnovabile e sullo stoccaggio di energia. Wang è l’inventore di una nuova famiglia di dispositivi noti come “nanogeneratori triboelettrici”: questi ultimi sono in grado di convertire energia meccanica in energia elettrica ad elevati rendimenti e da vari tipi di movimento, con applicazioni possibili da una scala maggiore, come le onde marine, a una piuttosto ridotta come i movimenti del corpo e il flusso sanguigno.

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Premio Soluzioni Ambientali Avanzate assegnato a Sang Yup Lee del Korea Advanced Insitute of Science and Technology di Daejeon, Corea del Sud, impegnato nella realizzazione sostenibile e a basso impatto sull’ambiente di prodotti chimici. Sezione Giovani Talenti dall’Africa, alla sua seconda edizione, che ha visto premiati Emerance Jessica Claire D’Assise Goma-Tchimbakala dell’Università Marien NGouabi di Brazzaville in Congo e Elvis Tinashe Ganda, zimbabwiano, studente della Durban University of Technology (Sudafrica): il progetto di Goma-Tchimbakala riguarda “il ruolo dei microrganismi e delle sostanze sintetizzate durante il loro metabolismo per la bonifica dell’ambiente”, mentre quello di Ganda guarda alla transizione verso forme di energia rinnovabile per il settore dei trasporti.

Sono andati a Michele De Bastiani (Università degli Studi di Padova) e Gianluca Longoni (Università di Milano Bicocca) i riconoscimenti relativi al premio Giovane Ricercatore dell’Anno, assegnato ogni anno a due ricercatori under 30 che hanno conseguito il dottorato di ricerca in università italiane. De Bastiani ha presentato una tesi sul fotovoltaico organico e celle a base di perovskiti, mentre Longoni una tesi sullo sviluppo di elettrodi innovativi per batterie a base di ioni sodio. La cerimonia ufficiale di premiazione avverrà il 22 ottobre presso il Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

23 luglio 2018
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I vostri commenti
Michele, domenica 29 luglio 2018 alle12:33 ha scritto: rispondi »

Salve, l'opinione espressa da Nicola può essere un buon indirizzo per dare voce ai "muti". E' interesse delleo Stato avvalersi dei cervelli non titolati o componenti le università, le logge, i clan, ecc. I geni, è bene che si chiarisca una volta per sempre, sono uomini comuni, anche analfabeti, nei cui cervello Dio semina i propri semi, senza, forse, rimandare un Salvatore, vista la fine che gli fecero fare. Se questa "verità" fa parte della fede, è sbagliato ignorarla. TITTI POSSONO ESSERE MESSI NELLE CONDIZIONI DI DIVULGARE RISOLUZIONI AL MONDO UMANO PER RENDERLO CIVILE!

Michele, domenica 29 luglio 2018 alle12:19 ha scritto: rispondi »

Egr. Nicola, vedo con piacere che ha colto nel segno le mie preoccupazioni. Purtroppo in Italia solo alcuni "sapientoni" godono la fiducia incondizionata: - ogni parola che esce dalla bocca di costoro è oro colato, tutti gli altri, o hanno risorse proprie per andare avanti nelle iniziative o vengono ignorati. E' storia pure di qualche "temerario" che ha insistito troppo, è finito con l'essere minacciato con intimazione al silenzio ed alla rinunzia. Le Istituzioni sonnecchiano e fanno finta di non sapere. E' bene, secondo me, insistere con queste denunce, forse qualche "distratto" politico si decide a dare voce ai muti nella convinzione che tutti, avendo un cervello, potrebbero dare un valido contributo alla risoluzione dei problemi che affliggono il pubblico ed il privato. Auguriamocelo! Cordialità.

NICOLA SPANO', mercoledì 25 luglio 2018 alle19:40 ha scritto: rispondi »

Quanto dice Michele mi sembra un diverso modo di affrontare nel terzo millennio l'approccio alla ricerca tecnologica. Non bisogna necessariamente aspettare la costituzione di un brevetto per portare sul mercato nuove applicazioni, sarebbe utile sottoporre ad una agenzia di stato ad hoc costituita da imprenditori, ingegneri ecc. l'oggetto , il prototipo e poi se il caso indirizzare l'interessato verso la soluzione magari integrando la nuova applicazione in una azienda già esistente. Qualche cosa di simile è stato fatto in TV dove idee tecnologiche e manufatti venivano sottoposti al giudizio di taluni manager di impresa. Se l'idea, l'oggetto, il manufatto, era ritenuto utile il manager poteva integrarlo nella sua impresa attraveso investimenti mirati. Pertanto la costituzione di agenzie statali di impresa che vaglino quotidianamente prototipi e manufatti, idee ed applicazioni potrebbe essere un primo approccio a snellire senza troppo tecnicismo accademico una idea rudimentale ab/initio che potrebbe essere foriera di ottimi risultati tecnologici futuri.

Michele, martedì 24 luglio 2018 alle12:27 ha scritto: rispondi »

Secondo me il futuro sostenibile appartiene alle soluzioni alternative che abbandonano i fossili inquinanti. Credo che le pubbliche iniziative non sono in grado di offrire soluzioni ottimali e, se la politica non offre spazi ed incoraggiamenti ai privati, specie quelli geniali che offrono soluzioni adeguate, non ci sarà alcun cambiamento. Lo stato di debolezza delle istituzioni favorisco il prolificare delle organizzazioni malavitose. Il settore eolico, mini con soluzioni verticali, offre grandi opportunità all'utenza singola. Questo settore ha bisogno di incoraggiamenti adeguati che aprano ai singoli vie sburocratizzate e, sopratutto lontane dai filtri ricattatori. Faccio un esempio personale per rendere meglio l'idea sulle inutili difficoltà presenti che inibiscono collaborazioni intelligenti: ho realizzato un mini eolico verticale con rotore galleggiante che mi ha permesso di costruire un mini eolico verticale economico, leggero, di facile manutenzione straordinaria, accessibile ad gni privato, alla peri di un qualsiasi elettrodomestico presente in ogni casa. Questa mia realizzazione rischia di essere relegata nel dimenticatoio, senza speranza di un futuro adeguato. Grazie

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