Sono le energie rinnovabili la carta vincente italiana per il post COP21. Ad affermarlo è Agostino Re Rebaudengo, presidente di assoRinnovabili, che torna a sottolineare la necessità di un deciso cambio di rotta per la politica energetica dell’Italia.

L’appello è stato rivolto da assoRinnovabili in occasione del convegno “COP21: cosa deve cambiare nella politica energetica italiana” tenutosi oggi a Roma, durante il quale è stata presentata la ricerca “Il Global Cost dell’energia e gli effetti dello sviluppo delle rinnovabili” condotta da Althesys.

Secondo il report produrre energetia a partire da fonti fossili si rivela più costoso rispetto a quelle verdi, se considerate anche le ripercussioni in termini di inquinamento atmosferico, danni per la salute e cambiamenti climitici. In più il saldo economico per quanto riguarda le rinnovabili in Italia in termini di costi/benefici risulta in attivo (tra i 30 e i 100 miliardi di euro).

Da assoRinnovabili anche una proposta, composta da tre differenti azioni, con l’obiettivo di “ridurre la CO2 e rilanciare l’industria europea”:

  1. Rafforzamento dell’attuale Emission Trading Scheme (ETS) con l’introduzione di un prezzo minimo di almeno 20 euro/ton di CO2, a crescita progressiva;
  2. Introduzione di una Border Adjustment Tax (BAT) sui beni e servizi importati in Europa basata solo sulle emissioni derivanti dall’energia impiegata nelle attività di produzione e distribuzione degli stessi;
  3. Obbligo per tutti i prodotti venduti in Europa di indicare sull’etichetta il carbonio emesso per la loro produzione e per il loro funzionamento.

Secondo quanto ha sottolineato il presidente di assoRinnovabili Agostino Re Rebaudengo:

I dati che abbiamo presentato oggi dimostrano in maniera chiara e scientifica che il sorpasso delle rinnovabili sulle fossili è già una realtà: sono economicamente competitive, hanno un costo sociale nullo, creano occupazione e hanno le potenzialità per far tornare l’Italia tra i protagonisti della scena energetica e tecnologica europea.

Purtroppo nell’ultimo triennio non abbiamo visto provvedimenti del Governo coerenti con questi dati. Non c’è tempo da perdere: COP21 è stata firmata, ora dobbiamo attuarla!

Presenti al convegno anche Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, e il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. Quest’ultimo ha dichiarato:

L’intesa globale sul clima non sia un punto d’arrivo, ma il punto di partenza. Come Paese dobbiamo incidere sempre di più nelle scelte europee e dobbiamo fare in modo che il recepimento di COP21 avvenga nel più breve tempo possibile. Dobbiamo poi continuare a investire sulle rinnovabili anche semplificando il sistema, ma non ritengo però che l’Italia possa fare fughe in avanti sul tema del carbon pricing.

24 maggio 2016
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