La COP21 in programma a dicembre a Parigi potrebbe rappresentare un punto di svolta per il mercato globale delle energie rinnovabili. Le proiezioni del World Resources Institute sono incoraggianti. Nel report “Assessing the Post-2020 Clean Energy Landscape” l’istituto ripone molta fiducia in un accordo globale contro i cambiamenti climatici con obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra vincolanti.

Secondo gli analisti l’impegno dei Paesi più inquinanti del mondo nella mitigazione del riscaldamento globale si tradurrà durante la Conferenza internazionale sul clima in un notevole incremento delle fonti rinnovabili nei mix energetici nazionali. L’utilizzo delle energie rinnovabili potrebbe addirittura raddoppiare entro il 2030.

Lo studio del World Resources Institute si è concentrato sulle politiche climatiche di Brasile, Cina, Unione Europea, India, Indonesia, Giappone, Messico e Stati Uniti. Questi Paesi consumano il 65% dell’energia globale e sono tra le 10 nazioni più inquinanti del mondo.

I piani climatici ed energetici elaborati da queste nazioni prevedono un incremento delle fonti rinnovabili per ridurre le emissioni che porterà a una produzione di 19.900 TWh all’anno nel 2030 a fronte degli 8.900 TWh annui registrati nel 2012. Gli esperti precisano che la generazione di energia pulita arriverà a raddoppiare soltanto se gli ambiziosi programmi annunciati dai Paesi più inquinanti verranno effettivamente portati a termine.

Il Brasile entro il 2030 punta a integrare il 45% di energia prodotta da fonti rinnovabili nel mix energetico. La Cina mira al 20% mentre l’Unione Europea punta almeno al 27%. L’India intende produrre il 40% dell’energia elettrica da fonti non fossili.

L’Indonesia ha fissato un obiettivo minimo del 23% da raggiungere entro il 2025. Il Giappone intende centrare il target del 22-24% nel 2030. Ancora più ambiziosi i piani del Messico che punta al 35% entro il 2024. Gli Stati Uniti cercheranno di portare la produzione di elettricità da fonti rinnovabili al 20% entro il 2030. In questa percentuale non sarà inclusa la produzione idroelettrica.

Canada e Russia, due dei 10 Paesi più inquinanti del mondo, non hanno invece fissato nuovi obiettivi per le energie rinnovabili dopo il 2020. Jennifer Morgan, direttrice del programma sul clima del World Resources Institute, ha espresso ottimismo sui target dei Paesi industrializzati e delle economie emergenti:

Questi nuovi obiettivi per la promozione dell’energia rinnovabile inviano un segnale forte ai mercati energetici e finanziari.

Con l’accordo sul clima di Parigi l’energia rinnovabile è pronta a compiere un grande salto. Nei prossimi 15 anni milioni di persone potranno contare su fonti energetiche pulite e convenienti.

10 novembre 2015
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