Energie rinnovabili: anche il Senato si esprime a favore

Dopo la preoccupazione seguita all’approvazione del Decreto Romani, continuano ad arrivare dei segnali positivi circa lo sforzo di salvaguardare il settore delle energie rinnovabili. Se nei giorni scorsi lo aveva fatto la Camera, oggi è stato infatti il Senato ad affermare la necessità di puntare con convinzione su uno dei pochi comparti economici che ha superato brillantemente il periodo di crisi.

Nella seduta del 24/03/2011, infatti, sono state approvate ben sei mozioni bipartisan, tutte favorevoli alle energie rinnovabili. In particolare, sono state accolte le istanze di Pdl, Lega, Coesione Nazionale, Pd, Udc-Autonomie-Repubblicani e Api mentre è stata bocciata solo la mozione dell’Italia dei Valori, poiché non modifata sulla base di alcune indicazioni del ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo.

Con l’approvazione delle risoluzioni, il Senato impegna il governo ad elaborare e mettere in atto una serie di provvedimenti in grado di potenziare e incentivare l’impiego delle fonti rinnovabili pulite, indicando come necessaria una modifica organica dei sistemi di erogazione degli incentivi che sia graduale e non drastica come nel caso del Decreto Romani.

Le mozioni di Palazzo Madama hanno inoltre proposto di introdurre dei nuovi obiettivi per le rinnovabili al 2020, più ambiziosi rispetto agli attuali e in grado di incentivare un maggior numero di imprese e cittadini a investire nella produzione di energia pulita.

Per quanto riguarda invece il fotovoltaico, il settore maggiormente colpito dal Decreto Romani, i parlamentari hanno evidenziato la necessità di anticipare la modifica del provvedimento entro la data di entrata in vigore (1 maggio).

Quest’ultima proposta è stata fortemente appoggiata dai sindacati, nel corso dell’incontro che si è svolto ieri sera al ministero dello Sviluppo economico con il ministro Paolo Romani.

Secondo Paolo Carcassi, segretario confederale della Uil:

Con la moratoria sul nucleare e il blocco delle rinnovabili l’unica alternativa che resta è il petrolio. Bisogna impedire la distruzione della nascita di un settore che è l’unico che sta crescendo.

Secondo tutte le sigle sindacali l’obiettivo di un decreto non deve essere quello di abbattere il sistema ma, semplicemente, di correggerne tutti gli errori. Bloccare tutto significherebbe distruggere sicuramente il settore delle energie rinnovabili e di conseguenza l’intera filiera occupazionale.

25 marzo 2011
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