Il 2013 inizia con un forte calo dei consumi elettrici in Italia e, al contempo, con un vero e proprio crollo della produzione termoelettrica schiacciata da una portentosa crescita delle rinnovabili. I dati, relativi ai primi due mesi dell’anno e raffrontati con lo stesso periodo del 2012, sono quelli di Terna e parlano chiari.

A gennaio i consumi sono scesi del 2% (mese su mese, rispetto a gennaio 2012) e le centrali termoelettriche hanno prodotto il 9,9% in meno. Le condizioni climatiche, però, hanno rallentato anche la produzione da fotovoltaico che è scesa del 6,6%. È stata compensata però dall’eolico, che ha prodotto ben il 40,8 in più. Forte crescita (+ 36,6%) anche per l’idroelettrico.

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Terna dati gennaio 2013

Discorso molto simile anche per il mese di febbraio: termoelettrico -23,9%, eolico +19,1%, fotovoltaico +11,2% e idroelettrico +43%.

Terna dai febbraio 2013

Tre le costanti nei primi due mesi dell’anno: le prime due sono il calo dei consumi (a febbraio addirittura dell’8,1% e Assoelettrica è in pieno allarme) e dell’uso dei pompaggi. Cioè dell’idroelettrico con due bacini di accumulo, uno superiore e uno inferiore, che molti vedono come una possibile soluzione per accumulare l’energia rinnovabile prodotta in eccesso rispetto alla domanda.

>>Leggi l’allarme di Assoelettrica sul calo dei consumi energetici in Italia

Terza costante che si può notare leggendo i dati di Terna è che sud e isole continuano a sfamare il nord. A gennaio la Sicilia ha esportato 0,21 GWh di elettricità, che sono confluiti in quell’1,4 GWh che il sud ha ceduto al nord al quale si aggiunge un modesto 0,05 GWh ceduto dalla Sardegna. A febbraio la Sicilia ha esportato 0,36 GWh, il sud 2,5 GWh e la Sardegna 0,56 GWh.

7 marzo 2013
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I vostri commenti
Gbsirio, lunedì 11 marzo 2013 alle7:50 ha scritto: rispondi »

Nessuno evidenzia che il termoelettrico si misura sul mercato, mentre il cosidetto rinnovabile ha priorità di dispacciamento in rete per decreto legge. Cogliere la differenza! Gbsirio

alsarago58, giovedì 7 marzo 2013 alle19:40 ha scritto: rispondi »

Il crollo dei consumi a febbraio si spiega con l'ondata di gelo che ha costretto nel 2012 in quel mese ad accendere le centrali ad olio combustibile, rispetto al 2011 e 2010 il calo è stato molto contenuto. 

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