Innovazione e ricerca nel futuro dell’energia solare. Un principio che sembra riscuotere sempre maggiori consensi, nel panorama italiano come in quello internazionale. Una scelta compiuta anche da Eni, decisa a puntare sulle energie rinnovabili per rinforzare il proprio impegno a favore dell’ambiente.

Ricercare nuove soluzioni per l’incremento dell’efficienza energetica e la riduzione dei costi di produzione dell’energia solare sono tra i punti nodali dell’evoluzione nell’ambito delle fonti rinnovabili. Questo in virtù dell’ampia diffusione a livello mondiale ormai raggiunta da tale tecnologia, con la conseguente e sensibile diminuzione dei costi di installazione e gestione.

L’approccio scelto da Eni coinvolge due macro-aree legate all’energia solare: solare termico e fotovoltaico rappresentano, nella visione dell’azienda, i settori nei quali la propria ricerca dovrà muoversi nei prossimi anni con maggiore decisione.

Solare termico

Nel segmento del solare termico ad alta temperatura vi sono due approcci di base nella produzione energetica: puntuale o lineare. Nel primo caso vengono impiegati una moltitudine di specchi o dischi parabolici riflettenti. Nel secondo, invece, quello di particolare interesse per Eni, i sistemi sono realizzati mediante l’utilizzo di lunghe tubazioni (contenenti fluidi di lavoro in grado di trasportare l’energia intercettata agli utilizzatori) sui quali vengono concentrati i raggi solari dai “collettori parabolici lineari”.

L’obiettivo della ricerca Eni è quello di ridurre i costi d’investimento aumentando al contempo le prestazioni del sistema. Tre sono i filoni di studio al momento aperti:

  • Fluidi di lavoro (termovettori), in grado di consentire il funzionamento del sistema oltre i 500°C (superando l’attuale limite di 400°C);
  • Messa a punto di “ricoprimenti otticamente selettivi” dei tubi ricevitori che siano in grado di massimizzare l’energia assorbita;
  • Progettazione di collettori lineari ad alta efficienza e costi ridotti.

L’avanzamento attuale della ricerca ha portato alla realizzazione di alcuni prototipi, coperti da brevetti, che verranno presto sottoposti alle verifiche del caso: qualora i risultati fossero positivi si potrebbe passare alla “fase industriale”.

Fotovoltaico organico

L’impegno di Eni nella ricerca di nuovi e più efficienti metodi per produrre energia solare coinvolge anche il crescente segmento delle celle fotovoltaiche in materiale organico. Tra gli obiettivi dell’azienda rientra senza dubbio la riduzione del tempo necessario per il recupero energetico dell’investimento iniziale (“energy payback time”) e dei costi di produzione.

Eni punta quindi anche in quest’ambito a investire in aree quali innovazione e tecnologia, contribuendo alla definizione di nuove e versatili soluzioni per lo sfruttamento dell’energia solare. I pannelli fotovoltaici organici a film sottile si stanno rivelando tra i più facilmente integrabili nelle strutture degli edifici esistenti, grazie anche a soluzioni dotate di colorazioni specifiche o “semitrasparenti”.

In questo settore Eni si inserisce cercando di mettere a punto nuovi materiali in grado di aumentare le prestazioni delle celle solari organiche, in termini di efficienza energetica, ma anche di durata nel tempo.

 

ENI concentratori solari luminescenti

La terza area di ricerca per Eni si rivolge ancora verso impianti a concentrazione. Concentratori solari luminescenti in grado di produrre energia diretta e di rappresentare un elemento di pregio architettonico.

L’aspetto esteriore di questi insoliti pannelli è quello di una lastra trasparente colorata, in grado però di far convergere la radiazione solare sulle celle fotovoltaiche sfruttando la “fluorescenza” di coloranti dispersi sulla sua superficie e capaci di assorbire “particolari settori dello spettro solare”.

Malgrado tale tecnologia sia disponibile da tempo, la scarsa efficienza che l’ha contraddistinta ne ha inficiato la diffusione su larga scala. Una prospettiva che Eni sta puntando a cambiare grazie ai nuovi e più efficienti coloranti messi a punto durante la propria attività di ricerca. Un prototipo è già attualmente in fase di test, installato in una delle sedi romane dell’azienda, così da misurarne non soltanto la resa, ma anche la durata nel tempo.

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16 dicembre 2015
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I vostri commenti
lombardi-cerri, lunedì 2 maggio 2016 alle8:25 ha scritto: rispondi »

Se si vuole operare correttamente occorre distinguere sempre le rinnovabili ,per settore tecnologico, dato che status e trend sono abissalmente diversi. Quello , ad esempio , di mescolare le grandi centrali idroelettriche (ottime anche dal punto di vista economico) con le piccole centrali (convenienti quasi sempre perchè pagate dai cittadini tassati) significa semplicemente barare al gioco. E così pure mescolare il solare termico (produzione di acqua calda) , sempre conveniente anche senza finanziamenti pubblici, con il FV attuale il quale sta in piedi solo con finanziamenti pubblici (ossia con i soldi miei a favore di altri)

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